Novità Inps sui contributi 2026: si alzano per la gestione separata e per il lavoro domestico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'Inps ha diramato, in questi primi giorni di febbraio, le circolari che definiscono gli oneri contributivi per l'anno in corso, aggiornando i parametri per due categorie molto ampie: gli iscritti alla cosiddetta gestione separata e i datori di lavoro che impiegano personale domestico. Le disposizioni, contenute nelle circolari n. 8 e n. 9, entrambe datate 3 febbraio 2026, fissano nuove aliquote per i primi e nuovi valori orari per i secondi, recependo gli adeguamenti previsti dalla legge. Si tratta di variazioni, queste, che incidono direttamente sui versamenti che milioni di persone – professionisti, collaboratori, famiglie – sono tenuti a effettuare, e che segnano il passo dell’inflazione registrata negli scorsi esercizi.
Le aliquote per la gestione separata
Per quanto riguarda la gestione separata, istituita dalla legge n. 335 del 1995, l’istituto di previdenza ha comunicato le percentuali da applicare ai redditi percepiti nel 2026. L'aliquota di base, quella per i liberi professionisti che non risultano assicurati in altre forme pensionistiche obbligatorie, si attesta al 26,07%. Una forbice più articolata riguarda invece i collaboratori, per i quali l’Inps distingue tra coloro che devono versare anche la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL, fissata al 35,03%, e coloro per i quali tale contributo aggiuntivo non è previsto, i quali pagheranno il 33,72%. Una quota ridotta, pari al 24%, è invece riservata a quei soggetti che, già titolari di una pensione o di un’altra tutela obbligatoria, versano i contributi sulla base di un’attività ulteriore. Vengono inoltre stabiliti, come di consueto, il valore minimale e quello massimale dei compensi su cui calcolare gli importi dovuti.
L’aumento per colf, badanti e baby sitter
Parallelamente, cambiano – seppur lievemente – i contributi per il lavoro domestico. La circolare Inps n. 9 ha infatti aggiornato i valori orari da utilizzare per i versamenti trimestrali, a seguito della variazione dell’indice dei prezzi al consumo. L’aumento medio, calcolato sulla base della crescita dell’1,4% registrata dall’Istat tra il gennaio 2024 e il dicembre 2025, è di circa tre centesimi di euro per ogni ora di lavoro retribuita. I nuovi parametri, che sono già efficaci dal primo gennaio scorso, dovranno essere applicati per i versamenti con scadenza al 10 aprile prossimo. Resta invariato, nel calcolo, l’importo per la contribuzione di assistenza contrattuale Cassacolf, da inserire tramite il codice F2 nella piattaforma pagoPA, strumento che ormai ha sostituito i tradizionali bollettini cartacei.
Adempimenti e modalità di versamento
L’emissione delle circolari in questa fase dell’anno serve a fornire i riferimenti certi per gli adempimenti di medio termine. Per i datori di lavoro domestico, la scadenza del 10 aprile costituisce il primo appuntamento utile per regolarizzare la posizione dei primi tre mesi dell’anno, applicando le nuove tariffe. Per gli appartenenti alla gestione separata, invece, le aliquote comunicate rappresentano il parametro per il calcolo degli acconti e del saldo, in base alle scadenze proprie di ciascun regime. La pubblicazione tempestiva dei valori, come sottolineato anche dall’Assindatcolf, l’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, consente di evitare errori nei versamenti, soprattutto in un momento in cui le procedure sono interamente digitali e richiedono l’inserimento di codici e importi precisi.




