Fabregas e Vieira, amici-rivali sul lago di Como
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Redazione Sport
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Cesc Fabregas, alla vigilia del posticipo di lunedì sera contro il Genoa, ha tracciato lo stato di forma della sua squadra in conferenza stampa. Il tecnico del Como, che ha visto rientrare quasi tutti i giocatori – fatta eccezione per gli assenti fissi Van der Brempt e Diao – ha espresso un cauto ottimismo, sottolineando come la settimana di lavoro più lunga abbia giovato alla preparazione dell’incontro. «Addai e Kuhn si sono allenati, Caqueret ha giocato e Diego Carlos anche», ha specificato, evidenziando i progressi nella condizione atletica generale della rosa.
L’attenzione si è poi spostata sul capitano Álvaro Morata, il cui recupero procede secondo i piani, sebbene la sua presenza dal primo minuto appaia ancora un’ipotesi remota. In sua assenza, l’occasione potrebbe essere propizia per Martin Baturina, il giovane croato sul quale, come ha osservato Fabregas con una metafora calcistica, «ci sono pressioni come se fosse Maradona». Una dichiarazione che, al di là dell’iperbole, serve a scaricare le aspettative sul talento e a proteggerlo, demandando alla squadra nel suo complesso la responsabilità del risultato.
Dall’altra parte, Patrick Vieira si presenta all’appuntamento con la serenità di chi ha ben chiaro il proprio progetto. L’allenatore del Genoa, amico di lunga data di Fabregas, non si nasconde la difficoltà della trasferta ma semina sicurezza, affermando che la sua squadra «sarà competitiva contro tutti». Le sue parole trasudano la determinazione di un gruppo che, nonostante l’astinenza realizzativa delle prime gare, ha mostrato segnali incoraggianti, specialmente nella prestazione offerta contro la Juventus




