Tragedia di Albosaggia, il magistrato autorizza i funerali per Sebastiano Erba e Alfio Muscetti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il nulla osta del magistrato alla sepoltura è arrivato rapidamente, dopo le ricognizioni effettuate ieri mattina in obitorio a Sondrio. Il medico necroscopo, una volta accertate le cause della morte, ha permesso di restituire le salme ai familiari; il magistrato di turno, Stefano Latorre, non ha ravvisato la necessità di procedere con un'autopsia, ritenendo inequivocabile la dinamica dell'incidente in montagna. Le esequie dei due uomini, travolti da una slavina sul Pizzo Meriggio, si svolgeranno dunque senza ulteriori rinvii, mentre il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Sondrio conduce le sue indagini sull'accaduto. Il fatto risale al mezzogiorno di sabato 7 febbraio, quando un muro di neve si è staccato sul versante nord del monte, a quota 2300 metri, nel comune di Albosaggia, colpendo il gruppo di escursionisti durante un'uscita scialpinistica.

La dinamica della sciagura in Valtellina

Dalla ricostruzione dei fatti, che i militari del Sagf stanno definendo nei dettagli, emerge come Sebastiano Erba, il più giovane dei due deceduti, si fosse messo in moto per tentare di portare aiuto ai due fratelli, che la valanga aveva già investito. Il suo atto di coraggio, purtroppo, è stato stroncato dalla stessa massa nevosa che, muovendosi con violenza, non ha lasciato scampo. La tragedia ha così provocato la morte di Erba, trentacinquenne, e di Alfio Muscetti, di 46 anni, mentre un terzo uomo, Igor Muscetti, è riuscito a salvarsi ed è ora fuori pericolo. Le comunità di Sondrio e Sondalo, dove i due risiedevano, sono profondamente colpite dal lutto, un sentimento di perdita che ha trovato espressione anche nelle note ufficiali del Club Alpino Italiano e della Scuola di alpinismo “Luigi Bombardieri”, i quali hanno espresso pubblicamente il proprio cordoglio.

Un weekend nero per la montagna italiana

Quella di Albosaggia non è stata, purtroppo, l'unica sciagura a segnare il recente fine settimana sulle Alpi, durante il quale le condizioni del manto nevoso hanno mostrato una pericolosità elevata. In Trentino, una valanga staccatasi a Bellamonte, presso Forcella Ceremana, tra le valli di Fiemme e Primiero, ha travolto quattro scialpinisti: uno di loro, Ettore Turra di Tonadico, è deceduto poco dopo il ricovero in condizioni gravissime all'ospedale Santa Chiara di Trento. Un altro dramma si è consumato sulla Marmolada, nei pressi di Punta Serauta, al confine tra Trentino e Veneto, dove una slavina ha investito un gruppo di quattro persone, causando almeno un'altra vittima. Episodi che, nel loro susseguirsi, hanno delineato un quadro preoccupante per chi frequenta l'ambiente alpino in questo periodo dell'anno.

Le indagini e il rispetto per le vittime

L'attenzione delle autorità investigative è ora concentrata sulla precisa ricostruzione degli eventi di Albosaggia, compito affidato agli specialisti del Soccorso alpino della Guardia di finanza. Il loro lavoro, che procede parallelamente al dolore delle famiglie, si svolge nel rigoroso rispetto delle vittime e senza la diffusione di dettagli non necessari. La scelta del magistrato di evitare l'autopsia, del resto, ha già indicato una chiara direzione nella valutazione giudiziaria della sventura, trattandosi di un incidente riconducibile ai rischi oggettivi della montagna. Rimane, come unico dato confortante in tanta tristezza, la notizia che Igor Muscetti, il sopravvissuto, non corre più pericolo dopo essere stato raggiunto e soccorso dalle squadre intervenute sul difficile terreno del Pizzo Meriggio.

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