Intesa Sanpaolo, semestrale da 5,6 miliardi e guidance alzata: il mercato premia la solidità

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La principale banca italiana ha archiviato i primi sei mesi del 2026 con un utile netto consolidato pari a 5,55 miliardi di euro, segnando un incremento del 6,5% rispetto ai 5,22 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il dato, che ha ampiamente superato le stime degli analisti, si accompagna a una revisione al rialzo delle previsioni per l'intero esercizio, ora fissate a un target che supera quota 10 miliardi di euro, un risultato che proietta l'istituto guidato da Carlo Messina verso un nuovo record storico.

La performance è stata trainata dalla crescita diffusa di tutte le principali voci del conto economico, con un contributo significativo delle commissioni nette, salite del 4,9% a 5,13 miliardi, e del risultato dell'attività assicurativa, aumentato del 5,5% a 973 milioni.

Il secondo trimestre da record e il giudizio degli analisti

Nel solo secondo trimestre, l'utile netto si è attestato a 2,79 miliardi di euro, un dato che ha battuto il consenso del mercato, fermo a 2,53 miliardi, con un margine di sorpresa che gli esperti di Kbw hanno quantificato in circa il 10%. La banca d'affari americana, pur riconoscendo la solidità dei conti e definendo il "battimento" come esteso a tutte le linee che contano, ha mantenuto un approccio prudente, confermando il rating "market perform" e il target price di 6,60 euro per il titolo.

La cautela, come si legge nei report degli analisti, deriva principalmente dal forte rally che ha interessato le azioni Intesa Sanpaolo nelle ultime settimane, una sovraperformance che ha già scontato, a loro avviso, le aspettative positive legate sia ai risultati che all'offerta pubblica su Mps. Altre case d'investimento, come Jefferies, si sono invece mostrate più positive, definendo i conti "molto solidi" e suggerendo che la revisione al rialzo delle stime possa ancora offrire un margine di apprezzamento.

Il maxi ritorno per gli azionisti tra dividendi e buyback

Parallelamente ai risultati operativi, Intesa Sanpaolo ha confermato la sua vocazione a remunerare generosamente gli azionisti, un elemento centrale del piano industriale. Nel corso del primo semestre sono maturate distribuzioni per 5,3 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi destinati a dividendi. A questi si aggiunge il programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) da 2,3 miliardi di euro, avviato a luglio, che porta il totale delle risorse destinate al ritorno di capitale a circa 7,6 miliardi per il solo semestre.

Per il mese di novembre è già previsto il pagamento di un acconto sul dividendo di circa 3,8 miliardi di euro. Sul fronte patrimoniale, il Common Equity Tier 1 ratio si è attestato al 13,1%, un livello che gli analisti definiscono ampiamente superiore ai requisiti minimi regolamentari e che garantisce all'istituto la necessaria flessibilità per proseguire nella sua politica di distribuzione e per supportare eventuali operazioni straordinarie.

La qualità del credito, infine, rimane elevata, con un'incidenza dei crediti deteriorati sullo 0,9% del totale e una copertura specifica delle sofferenze che supera il 69%, a testimonianza di un profilo di rischio considerato sotto controllo dal mercato.

Le previsioni per il 2026 e lo scenario strategico

La revisione al rialzo della guidance per l'utile netto 2026, portato a oltre 10 miliardi, rappresenta il segnale più tangibile della fiducia del management nella capacità del gruppo di generare valore in ogni scenario economico. Questa prospettiva si fonda su una crescita attesa dei ricavi trainata principalmente dalle commissioni e dal business assicurativo, mentre il margine di interesse, pur mostrando una crescita più contenuta (+0,6% nel semestre), è previsto in aumento a un livello "ben superiore a 15 miliardi" per l'intero anno.

I costi operativi, nel frattempo, continuano a scendere (-0,7% su base annua), portando il cost/income ratio al 35,9%, un miglioramento di oltre due punti percentuali rispetto al 38,1% dello scorso anno.

Lo scenario descritto dai conti si inserisce in un contesto di profonda trasformazione per il settore bancario italiano, con Intesa Sanpaolo protagonista dell'offerta pubblica di scambio su Banca Monte dei Paschi di Siena, un'operazione che, se finalizzata, ridisegnerebbe gli equilibri del sistema, posizionando il gruppo guidato da Carlo Messina come secondo polo bancario dell'Eurozona per capitalizzazione di mercato, senza però che questa vicenda abbia per ora trovato riscontro nei dettagli del comunicato finanziario diffuso ieri.

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