Tragedia a Roma, auto in fuga travolge e uccide una famiglia a via Collatina: fermati tre sudamericani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un normale controllo di polizia, di quelli che si vedono ogni giorno nelle periferie delle grandi città, si è trasformato in una carneficina nella serata di domenica lungo via Collatina, all’altezza del civico 661, nella zona del Quarticciolo. Un’utilitaria con a bordo tre cittadini sudamericani, anziché fermarsi all’alt intimato da una pattuglia, ha improvvisamente accelerato, dando il via a un folle inseguimento che si è concluso nel peggiore dei modi possibili: uno schianto frontale contro un’altra vettura, una manovra disperata e folle che non ha lasciato scampo a chi viaggiava nella direzione opposta. Il bilancio è di tre morti, una famiglia composta da padre, madre e figlio, cancellata in un istante dall’asfalto di una delle arterie più trafficate della periferia est della capitale.

L’intera dinamica, al vaglio degli inquirenti, parla di una fuga iniziata per cause ancora in via di accertamento ma che, con ogni probabilità, i tre a bordo del veicolo avevano un valido motivo per tentare di seminare le forze dell’ordine. Alla pattuglia iniziale della Polizia di Stato, infatti, si era prontamente aggiunto un secondo equipaggio dell’Arma dei Carabinieri, il quale, però, ha perso rapidamente le tracce del mezzo in corsa tra le vie del quartiere. Gli agenti, quelli rimasti in scia, hanno dichiarato di aver mantenuto una distanza di sicurezza, nel tentativo di non trasformare una fuga in un inseguimento ad alto rischio per i passanti, ma nulla hanno potuto quando l’auto dei fuggitivi, giunta all’improvviso all’altezza di via Collatina, ha invaso la corsia opposta, piombando letteralmente addosso alla vettura che sopraggiungeva regolarmente.

Una famiglia annientata sull’asfalto e tre fermati per omicidio stradale

L’impatto, violentissimo e senza alcuna possibilità di reazione per la povera vittima alla guida, ha letteralmente accartocciato i due veicoli, trasformando la carreggiata in un tappeto di lamiere e rovine. Per i tre occupanti della macchina investita, quella che la polizia locale e i soccorritori del 118 hanno estratto dalle lamiere, non c’era già più nulla da fare: padre, madre e figlio sono morti sul colpo, una tragedia immane che ha straziato un’intera famiglia. I tre sudamericani, invece, se l’hanno cavata: uno di loro è stato bloccato immediatamente dopo lo schianto dagli stessi agenti che ne avevano seguito la folle corsa, mentre gli altri due, rimasti feriti, sono stati trasportati d’urgenza in ospedale, dove sono stati poi raggiunti dal fermo.

I tre, di cui non sono state ancora fornite le generalità ufficiali, sono ora accusati di omicidio stradale, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso. E proprio quest’ultimo capo d’accusa getta una luce sinistra sull’intera vicenda: all’interno dell’abitacolo del veicolo in fuga, infatti, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato alcuni jammer, i disturbatori di frequenze utilizzati per neutralizzare i segnali d’allarme, e diversi cacciaviti, attrezzi tipici, questi, utilizzati per le effrazioni. La presenza di tale equipaggiamento, un corredo da scasso a tutti gli effetti, lascia supporre che i tre stessero probabilmente andando a compiere un furto o che, forse, ne avessero appena commesso uno, quando la vista della volante li ha fatti scappare, senza curarsi minimamente delle conseguenze che una simile decisione avrebbe potuto scatenare sulla pubblica via.

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