Tragedia sul Monte Bianco, scialpinista 32enne precipita in un canalone e muore

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La montagna, si sa, non perdona l’errore né l’istante di distrazione, e ieri, domenica 5 aprile, ne ha avuto una prova drammatica sul versante francese del Monte Bianco. Un uomo di 32 anni, originario della regione di Lione e appassionato di discipline che richiedono una tecnica fuori dal comune, ha perso la vita dopo essere rovinosamente caduto all’interno del Couloir Whymper, un passaggio strettissimo e ripido situato sull’Aiguille Verte. Si tratta di una zona, quest’ultima, ben nota agli amanti dello sci estremo – quelli che cercano pendii quasi verticali e neve spesso trasformata – ma che proprio per le sue caratteristiche orografiche complesse nasconde insidie letali. Secondo le prime ricostruzioni dei soccorritori, l’uomo stava scendendo con gli sci proprio lungo quel canalone quando, per ragioni ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti, ha perso l’equilibrio e poi il controllo della traiettoria. Una caduta che non gli ha lasciato scampo.

L’intervento del PGHM di Chamonix e i tentativi di rianimazione

Sul posto è intervenuto tempestivamente il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix, un’unità specializzata le cui competenze tecniche e mediche sono riconosciute a livello internazionale per le operazioni in ambiente impervio. I militari, una volta raggiunta la vittima – operazione non semplice data l’asperità del terreno e l’altitudine – hanno immediatamente avviato le manovre di rianimazione. Le hanno prolungate per diversi minuti, nella speranza di strappare il trentaduenne a un destino ormai segnato; ma ogni sforzo si è rivelato vano. Come dichiarato poi dagli stessi gendarmi, il decesso è stato constatato sul posto. Nessun trasporto d’urgenza verso una struttura ospedaliera, dunque: la violenza dell’impatto contro il fondo roccioso e la neve dura non ha lasciato spazio a interventi risolutivi.

Il Couloir Whymper, un nome che evoca fascino e pericolo tra gli esperti

Chi frequenta il massiccio del Monte Bianco conosce bene la fama di questo canalone, il Whymper, che prende il nome da un celebre alpinista inglese dell’Ottocento. È una linea diritta, esposta a seracchi e spesso soggetta a crolli di ghiaccio, oltre che a una pendenza che in alcuni tratti supera i quaranta gradi. Per scenderlo con gli sci occorre non solo una preparazione fisica eccellente, ma anche una lettura perfetta della coltre nevosa e delle condizioni meteorologiche del momento. Il trentaduenne, secondo quanto emerso da fonti vicine agli ambienti della montagna francese, non era certo un principiante; eppure, la caduta lo ha colto in un frangente dal quale non è stato più possibile rialzarsi. Gli inquirenti non hanno al momento escluso alcuna pista, compresa quella di un improvviso cedimento di un sottile strato di neve – quello che i tecnici chiamano “placca” – capace di trascinare verso il vuoto anche uno sciatore esperto.

Un bilancio che si aggiorna tristemente sulle Alpi francesi

Questa ennesima tragedia si aggiunge a una lunga scia di incidenti mortali che hanno segnato l’inizio della primavera sul versante transalpino del Bianco. Solo nelle ultime settimane, altri scialpinisti e alpinisti hanno perso la vita in condizioni analoghe, spesso per cadute in canaloni o per travolgimenti da valanghe. Le autorità di Chamonix, attraverso i propri canali ufficiali, ricordano l’obbligo di dotarsi di adeguati dispositivi di sicurezza – Artva, pala e sonda – ma anche di valutare con prudenza il rapporto tra pendenza, esposizione e ora del giorno. Nel caso specifico dell’Aiguille Verte, i soccorritori hanno fatto sapere che l’allarme è scattato poco dopo le prime ore del mattino, quando la luce era ancora radente e la neve non aveva avuto il tempo di ammorbidirsi. Un fattore, quest’ultimo, che può trasformare una discesa spettacolare in una trappola mortale. Per il momento il del 32enne è stato recuperato e trasferito a valle, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

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