David di Donatello, la sorpresa Sossai batte Sorrentino con 16 candidature

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un verbo, “sorprendere”, che calza a pennello per descrivere l’andamento di questa edizione dei David di Donatello, la settantunesima, le cui candidature sono state svelate il primo aprile negli studi di Cinecittà. A spiazzare non è tanto l’esordio di un nuovo nome, quanto la misura del suo successo: Le città di pianura, opera prima di Francesco Sossai, prodotto da Vivo Film con Rai Cinema, ha infatti ottenuto sedici nomination, issandosi al vertice della classifica e lasciandosi alle spalle, con un distacco che ha dell’incredibile, il blasonato La grazia di Paolo Sorrentino, fermo a quattordici. Un on the road notturno ambientato nel Veneto contemporaneo, un percorso geografico ed esistenziale che il regista, classe 1989, originario di Belluno, ha già avuto modo di presentare nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, dove aveva iniziato a raccogliere i primi, entusiastici consensi.

A contendersi il titolo più prestigioso, quello per il miglior film, con questo terzetto di testa ci saranno anche Fuori di Mario Martone (otto candidature) e Cinque secondi di Paolo Virzì, che invece si ferma a quota quattro. Il dato più significativo, però, è l’ampiezza del consenso raccolto dall’opera di Sossai: non si tratta solo di un piazzamento in testa, ma di una vera e propria invasione di campo nelle categorie chiave. Il film, che racconta la deriva notturna di una manciata di outsider veneti in un viaggio alcolico tra la pianura padana e Venezia, è in lizza per la regia, la sceneggiatura originale (scritta insieme ad Adriano Candiago), la produzione e il David giovani. E ancora, la fotografia di Massimiliano Kuveiller, il montaggio di Paolo Cottignola, il suono, la scenografia e persino la canzone originale Ti, composta e interpretata da Krano.

Ma la forza del film, a giudicare dalla distribuzione delle nomination, risiede anche nella coralità del suo cast, una peculiarità che lo rende unico nel panorama di quest’anno. Nella cinquina dei migliori attori protagonisti, infatti, si registra una doppietta eccezionale: Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, i due “spiantati” con l’ossessione per l’ultimo bicchiere, si troveranno a sfidare nomi del calibro di Toni Servillo (per La grazia) e Valerio Mastandrea (per Cinque secondi). Stessa sorte tocca agli attori non protagonisti, dove il film piazza ben due candidati, Roberto Citran e Andrea Pennacchi, in un vero e proprio plebiscito per la qualità della direzione attoriale, che ha portato anche il casting director Adriano Candiago a ottenere una nomination.

Se Sossai rappresenta la rivelazione più eclatante, lo scenario dei David 2026 si caratterizza per una vivacità diffusa che coinvolge tutto il territorio veneto, divenuto protagonista assoluto della scena. Lo scorso anno era stato il padovano Andrea Segre con Berlinguer – La grande ambizione a fare il pieno di candidature; oggi, la regione raccoglie i frutti di un lavoro di sistema portato avanti dalla Film Commission, con ben trentuno nomination complessive distribuite su tre titoli. Oltre al film di Sossai, infatti, Duse di Pietro Marcello (otto nomination) e Primavera di Damiano Michieletto (sette) consolidano il primato di un cinema capace di raccontare il Nord Est con uno sguardo che supera i confini locali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.