Atalanta-Bruges 2-1: la rimonta nerazzurra e la prima vittoria in Champions di Ivan Juric
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Redazione Sport
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L’Atalanta ci crede, e la zuccata di Mario Pasalic che a due minuti dalla fine ribalta il Bruges è un segnale anche per Ivan Juric. La squadra, la quale si è trovata a dover fronteggiare una vera e propria emergenza infortuni, lo ha dimostrato con un secondo tempo d’assalto che ha portato i primi tre punti in Champions. Un merito, questo, che di solito si ascrive alla regia dell’allenatore. Anche se – inevitabilmente – qualche problema resta, in primis quello degli uomini non disponibili, alla cui lista già corposa si sono aggiunti durante la partita Bellanova e Kossounou, lasciando la difesa pericolosamente a corto di pezzi.
L'amarezza dell'allenatore del Bruges Nicky Hayen
Dalla parte opposta, l’amarezza di Nicky Hayen è palpabile. “Abbiamo fatto un errore individuale con quella palla indietro e il rigore provocato, proprio quando avevamo il controllo totale della partita”, ha dichiarato, analizzando il punto di svolta dell’incontro. Secondo la sua ricostruzione, l’Atalanta, che nel primo tempo aveva mostrato i denti con un pressing aggressivo, non poteva più farlo con la stessa intensità. Un momento di apparente dominio, quello delle sue squadre, che si è però dissolto in un attimo. Hayen ha anche aggiunto, con un certo rammarico, che se i suoi hanno approfittato di un regalo per il momentaneo pareggio, non sono poi riusciti a compiere l’azione decisiva per andare in vantaggio una seconda volta.
La soddisfazione di Ivan Juric per la rimonta
La grinta di Ivan Juric in panchina, d’altronde, è stata lo specchio fedele di quella mostrata dall’Atalanta in campo durante l’operazione rimonta, portata a termine con gagliardia. La soddisfazione per la sua prima vittoria in Champions League da allenatore è emersa con forza dalle sue parole subito dopo la gara. “Un’emozione davvero grande: eravamo in difficoltà numerica, non avevamo più difensori, ma è andata alla grande”, ha esordito. A proposito del gol della vittoria, poi, non ha nascosto il suo entusiasmo, definendolo “bellissimo, per me e per tutti i tifosi”. Un’affermazione che racchiude il senso di un percorso condiviso e di un legame che si sta rinsaldando.
Le due anime dell'Atalanta in una partita
Quella che si è vista nel primo tempo, però, è stata un’Atalanta diversa, alla quale, per ammissione dello stesso Juric, è mancata quella ferocia necessaria per imporre il proprio gioco su una squadra ben organizzata come il Bruges. Un approccio troppo timoroso, forse dettato dalla tensione per la posta in palio, che ha permesso agli ospiti di gestire le fasi di gioco e di andare in vantaggio. Il secondo tempo, tuttavia, ha mostrato un volto completamente diverso della formazione bergamasca, capace di alzare marcatamente l’intensità e di andare al raddoppio del risultato con una determinazione che ha spiazzato gli avversari. È in questa doppia anima che si racchiude l’intera partita, un percorso di crescita in novanta minuti che ha premiato la resilienza e la capacità di reagire alle avversità.




