Start Saluzzo 2026, tra premi alla fedeltà e la mostra sul futuro dell’artigianato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel cuore della storica città di Saluzzo, all’interno della suggestiva cornice del Monastero della Stella, Confartigianato Cuneo presenta la mostra “L’artigianato che verrà. Visioni dal presente al futuro”, in programma dal 24 aprile al 3 maggio 2026 nell’ambito di Start Saluzzo, uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio. L’inaugurazione è prevista venerdì 24 aprile, alle ore 18.00. L’esposizione, che si avvale di tecnologie immersive come i visori 3D a 360° e la collaborazione con Fablab Cuneo, intende superare la tradizionale vetrina per offrire un’esperienza sensoriale diretta: si potranno attraversare virtualmente le botteghe, osservando il dialogo sempre più stretto tra la manualità del “saper fare” e le innovazioni digitali. Non si tratta di una semplice rassegna, bensì di un percorso narrativo che mette al centro l’evoluzione del comparto, lontano dagli stereotipi del passato, per restituire al pubblico una visione dinamica di questo settore.
Il valore della “nobilitazione” e il premio alle venti aziende
Pochi giorni prima dell’apertura della kermesse, l’attenzione si è concentrata sull’Antico Palazzo Comunale, dove sabato 18 aprile si è svolto il “Premio Fedeltà Associativa” promosso da Confartigianato Imprese Cuneo – Zona di Saluzzo. L’appuntamento ha registrato una significativa partecipazione di imprenditori, rappresentanti istituzionali e cittadini, a testimonianza del forte legame tra il mondo dell’artigianato e il territorio. Al centro della serata, la tavola rotonda intitolata “Le parole dell’artigianato: NOBILITAZIONE”, un concetto forte che ha animato il dibattito tra chi l’artigianato lo vive ogni giorno. La riflessione, lungi dall’essere una mera celebrazione retorica, ha puntato i riflettori sulla necessità di restituire dignità culturale al lavoro manuale, troppo spesso marginalizzato nel dibattito economico contemporaneo a favore dell’industria pesante o dei servizi digitali.
La tradizione che si fa avanguardia nelle terre del Monviso
Saluzzo, antica capitale del Marchesato, si conferma così un laboratorio a cielo aperto dove il passato non è un peso ma una leva per il futuro. La manifestazione Start, giunta ormai a un decennio di vita, ha saputo costruire una rete capace di includere non solo le eccellenze produttive, ma anche le istanze sociali del territorio. Ne è un esempio la partecipazione alla rassegna del Centro Diurno Le Nuvole del Consorzio Monviso Solidale, i cui laboratori di falegnameria sono stati allestiti al fianco di artigiani professionisti, a dimostrazione di come il “fare” sia veicolo di inclusione oltre che di profitto. Nel fitto programma che animerà la città fino a giugno, spazio anche all’arte e all’antiquariato: a Casa Cavassa è stata allestita la mostra “Di bosco, di legno, disegno” del designer Axel Iberti, mentre la Castiglia si prepara ad accogliere a maggio la storica Mostra Nazionale dell’Antiquariato.
Visioni contemporanee e intrecci culturali
Se l’artigianato rappresenta il motore economico e identitario, l’arte contemporanea ne diventa la coscienza critica all’interno di questa edizione di Start. La Fondazione Garuzzo, come riportato dalle cronache locali, propone infatti un doppio binario espositivo: da un lato “Un PO di Storia: il paesaggio infinito” di Daniele Marzorati, un progetto fotografico diffuso che lega idealmente le sorgenti del Po alla pianura, esposto all’Ala di Ferro; dall’altro, a partire dal 9 maggio, “Tracciando il sentiero” alla Castiglia, una collettiva che indaga il rapporto tra energia, ambiente e trasformazioni tecnologiche. L’obiettivo è chiaro: non limitarsi a esporre oggetti, ma tessere una rete di significati che leghi il gesto dell’artigiano alla riflessione dell’artista, in un continuo scambio che arricchisce l’intera offerta culturale della città. I visitatori potranno così spaziare dalle antiche stanze del monastero, dove si immagina l’artigianato del domani, fino alle installazioni più ardite della contemporaneità, in un percorso che non ha paura di mescolare i linguaggi.




