FVG Pride 2026 a Udine, corteo e musica: è scontro sul patrocinio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Udine ospiterà sabato 3 ottobre il FVG Pride 2026, con una giornata che inizierà alle 10 al Parco Moretti e proseguirà fino alla sera tra incontri, attività, spettacoli e musica. Il momento centrale sarà il corteo pomeridiano, con concentramento alle 14.30 e partenza alle 15, mentre il Pride Village fungerà da punto di riferimento per gli appuntamenti prima e dopo la manifestazione. Alice Chiaruttini, presidente di FVG Pride, ha rivolto un invito alla partecipazione da tutto il Friuli-Venezia Giulia. L'appuntamento riporta la manifestazione nel capoluogo friulano, sede nel 2017 della prima edizione regionale.

Dal Parco Moretti al centro di Udine: percorso e programma

Il corteo avrà un percorso circolare: partirà dal Parco Moretti, attraverserà il centro cittadino e tornerà nello stesso luogo. Il tracciato interesserà, tra gli altri punti, piazzale XXVI Luglio, via Poscolle, piazza Matteotti, via Mercatovecchio, piazza Libertà, via Manin, piazza Patriarcato, piazza Duomo, via Savorgnana e piazza XX Settembre. Il programma non sarà limitato alla sfilata: già dalla mattina il Village ospiterà banchetti delle associazioni, attività e momenti di confronto, con un chiosco realizzato in collaborazione con ARCI Territoriale. L'organizzazione punta così a distribuire le iniziative lungo l'intera giornata anziché concentrarle esclusivamente nelle ore della manifestazione in strada.

Il Village sarà suddiviso in tre aree con funzioni differenti. Lo spazio intitolato a Mirko Moriconi ospiterà talk, conferenze e dibattiti sulle tematiche queer con ospiti provenienti dal territorio e da fuori regione; l'area Dolly Parton sarà invece destinata a laboratori legati al corpo, alla musica e al ballo. Per le persone più piccole è prevista l'area Tove Jansson, dedicata ad attività di gioco e creatività. Il tema scelto per questa edizione è “Affrontando il clima ostile”, attorno al quale saranno sviluppati anche i momenti di approfondimento. Ambra Canciani, vicepresidente dell'organizzazione, ha descritto il Pride come manifestazione politica, occasione di riflessione e spazio d'incontro.

Il patrocinio del Comune e le iniziative contro le discriminazioni

Il Comune di Udine ha concesso il patrocinio all'iniziativa. L'assessora alle Pari opportunità Arianna Facchini ha collegato la decisione alla posizione dell'amministrazione sui diritti, sulla dignità delle persone e sul contrasto alle discriminazioni. L'ente locale ha richiamato anche l'adesione alla rete nazionale Re.a.dy, i progetti contro il bullismo omofobico, lesbofobico e transfobico nelle scuole e il sostegno al centro antidiscriminazioni Cad Carra. La scelta istituzionale accompagna il ritorno dell'evento nella città nove anni dopo l'appuntamento che inaugurò la storia del Pride regionale e che registrò, secondo le stime richiamate dagli organizzatori, oltre 10 mila presenze.

La data di ottobre deriva anche da una modifica del calendario iniziale. La manifestazione era stata prevista per il 26 settembre, giornata nella quale a Udine erano già programmati appuntamenti collegati al raduno sezionale degli Alpini e l'iniziativa sportiva e culturale FriulKorea. Gli organizzatori decisero successivamente lo spostamento per evitare la sovrapposizione. Il manifesto politico dell'edizione affronta diversi temi indicati da FVG Pride, tra cui i diritti delle persone trans, l'accesso alla salute e alla sanità, la scuola e il riconoscimento di tutte le famiglie; la sottoscrizione è stata aperta sia alle singole persone sia ad associazioni, organizzazioni e altre realtà collettive.

Da Pordenone le critiche di Basso e lo scontro politico

Il patrocinio concesso nel capoluogo friulano ha alimentato anche un confronto politico che coinvolge Pordenone. Il sindaco Alessandro Basso, esponente di Fratelli d'Italia e unito civilmente con Loris Biazzo, primo cittadino leghista di Carlino, ha ribadito la propria contrarietà a sostenere istituzionalmente manifestazioni di questo tipo. Il primo cittadino ha definito il Pride una “carnevalata” e ha distinto la propria scelta di vita personale dalle decisioni che riguardano l'amministrazione comunale. Ha inoltre precisato che a Pordenone non era pervenuta una richiesta di patrocinio e che, di conseguenza, la questione non era stata sottoposta alla giunta.

La posizione ha provocato la reazione delle opposizioni. La lista civica Il Bene comune ha contestato quella che considera una contraddizione tra la posizione pubblica del sindaco e il percorso che ha reso possibile la sua stessa unione civile, mentre esponenti di Sinistra Italiana hanno chiesto l'adesione di Pordenone alla rete Re.a.dy. Anche Fausto Tomasello, segretario provinciale del Partito democratico, ha criticato le parole usate per descrivere il Pride e ha invitato il primo cittadino a riconsiderare la propria posizione, sostenendo che le istituzioni debbano garantire la libertà di espressione senza giudicare partecipanti, abbigliamento o slogan.

Dopo il rientro della sfilata al Parco Moretti, alle 18 sono programmati gli interventi dal palco e alle 19 inizieranno le performance artistiche. La parte musicale prevede alle 20.30 il concerto delle Fucksia; dalle 22 partirà il dj set conclusivo, inserito nel programma serale del Pride Village.

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