Roma Pride 2025, tra orgoglio e polemiche: il corteo sfila "fuorilegge"
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Redazione Interno
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Piazza della Repubblica si prepara a ospitare, a partire dalle 15, la 31esima edizione del Roma Pride, organizzato dal circolo Mario Mieli, che dal 1994 guida la manifestazione. Il corteo, in programma per le 16, attraverserà il centro di Roma con un messaggio che quest’anno si declina nell’aggettivo «fuorilegge», mutuato dall’omonimo brano di Rose Villain, madrina dell’evento e protagonista dell’ultimo Sanremo con una performance che ha trasformato la sua canzone in un inno per i diritti LGBTQ+.
Ma a oscurare parzialmente l’atmosfera di festa è arrivata, a meno di 48 ore dall’evento, la polemica sugli sponsor. Tra questi spicca Starbucks, finito nel mirino degli attivisti per i suoi presunti legami con Israele, tanto da essere incluso nella lista nera dell’app ProPal “No thanks”, strumento utilizzato da chi promuove il boicottaggio delle aziende accusate di sostenere lo Stato ebraico. Guglielmo Scilla, tra i critici più vocali, ha bollato la scelta come un tradimento, alimentando un dibattito che ha diviso non solo l’opinione pubblica ma anche gli stessi partecipanti al Pride.
La definizione di «fuorilegge», scelta per caratterizzare l’edizione 2025, risuona come una provocazione verso quelle istituzioni accusate di marginalizzare le battaglie LGBTQ+. Eppure, nonostante le tensioni, il corteo manterrà il suo carattere di protesta e celebrazione, con migliaia di persone attese lungo il percorso. Rose Villain, figura simbolo di questa edizione, incarnerà lo spirito di una manifestazione che, tra contraddizioni e slanci ideali, prova a tenere insieme rivendicazioni e festa.




