Napoli Pride 2025, la parata arcobaleno sfila tra consensi e polemiche
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Redazione Interno
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Napoli ha ospitato oggi, 5 luglio, il suo Pride, arrivato in ritardo rispetto al tradizionale "Pride Month" di giugno, ma non per questo meno partecipato. Migliaia di persone hanno invaso le strade del centro, trasformandole in un fiume di colori, musica e rivendicazioni, mentre lo striscione d’apertura – con la madrina Gaia e il sindaco Gaetano Manfredi – scandiva il messaggio centrale di questa edizione: «Il corpo non è mai reato». Un monito che, più che uno slogan, è apparso come una risposta alle tensioni che hanno preceduto l’evento, culminate addirittura in un "anti-pride" tenutosi il 28 giugno scorso.
La sfilata, partita da piazza Municipio nel primo pomeriggio, ha raggiunto piazza Dante solo in serata, dove è stato allestito lo Star show con performance di artisti e attivisti. Numeri imponenti, quelli diffusi dagli organizzatori – oltre 200mila presenze –, sebbene privi di conferma ufficiale. Tra i temi dominanti, accanto alle battaglie per i diritti LGBTQ+, spiccavano le bandiere palestinesi e gli slogan di solidarietà verso Gaza, segno di un corteo che ha voluto unire istanze diverse sotto un’unica voce.
La scelta di posticipare l’evento, lontano dalle celebrazioni globali di giugno, non ha attenuato le polemiche. Anzi. Se da un lato il sindaco Manfredi ha ribadito che Napoli è «da sempre aperta ai diritti», dall’altro le frange più conservatrici hanno fatto sentire il proprio dissenso, organizzando contromanifestazioni che, pur senza gravi incidenti, hanno acceso il dibattito pubblico. E mentre la cantante Gaia, madrina del Pride, marciava in prima fila, i partecipanti – molti dei quali con corpi dipinti e abiti sgargianti – hanno rivendicato il diritto a «esistere senza giustificazioni», in una città che, nonostante tutto, continua a oscillare tra accoglienza e resistenze.




