Il sesto posto di Franzoni e la Carcentina che tradisce: l’Italia cerca riscatto tra biathlon e danza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 scorrono via veloci sul filo della cronometro e Giovanni Franzoni, 24enne di Manerba del Garda, deve fare i conti con quei sessantatré centesimi che lo separano dalla zona medaglia nel SuperG maschile sulla pista Stelvio di Bormio -1-7. Uno iato minimo, tre decimi e mezzo per la precisione – aveva sperato meglio l’azzurro – che lo proiettano al sesto posto finale in una gara dominata dallo svizzero Franjo Von Allmen, il quale mette in cassaforte il terzo oro personale in questa rassegna a cinque cerchi davanti allo statunitense Ryan Cochran-Siegle e all’altro elvetico Marco Odermatt -1-7. Mentre Dominik Paris, reduce dal bronzo in discesa, esce di scena già alla sesta porta per uno sci sganciatosi improvvisamente, Franzoni prova a trattenere l’amarezza e la racconta senza infingimenti: la tracciatura, certo, sembrava disegnata per le sue caratteristiche – più un gigante allungato che una vera prova di velocità pura – ma la neve, meno aggressiva e più scivolosa del previsto, non gli ha consentito di esprimersi come avrebbe voluto -1-7.
L’analisi del tracciato e il passaggio a vuoto alla Carcentina
Se si scorrono i rilevamenti intermedi, si scopre che Franzoni viaggiava sostanzialmente alla pari con Von Allmen – o almeno così ha dichiarato il carabiniere azzurro ai microfoni al termine della prova – per tre quarti di gara; poi sopraggiunge il tratto della Carcentina, un nome che già risuona come un’architrave spezzata nel suo percorso olimpico, ed è lì che quei decimi preziosi si dissolvono -1. “Ho perso tutto lì, ho fatto davvero fatica”, ha ammesso l’atleta gardesano, restituendo la fotografia di un tracciato che non perdona incertezze e che trasforma una linea imperfetta in un ritardo secco sul crono -1. Christof Innerhofer, undicesimo, e Mattia Casse, staccatissimo, completano un quadro complessivamente opaco per lo sci alpino italiano in questa specialità che, va ricordato, non ha mai regalato medaglie olimpiche agli uomini da Calgary 1988 a oggi -7.
La giornata lunga degli azzurri tra neve e ghiaccio
L’undici febbraio, però, non vive solo di delusioni alpine perché il programma dei Giochi presenta un ventaglio fittissimo di impegni per il team Italia e il medagliere, che già conta undici podi complessivi – due ori, due argenti e sette bronzi – regge il confronto con Torino 2006 in termini quantitativi -2-3. Nel primo pomeriggio l’attenzione si sposta ad Anterselva per la prova individuale femminile di biathlon sui quindici chilometri: Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, due veterane della carabina e degli sci stretti, si giocano chance importanti contro un plotone di partenza che annovera le francesi Julia Simon e Justine Braisaz-Bouchet, la norvegese Ingrid Landmark Tandrevold e la tedesca Franziska Preuss -9. Accanto a loro, le giovani Michela Carrara e Hannah Auchentaller, quest’ultima inserita in uno start group decisamente più arretrato, cercheranno visibilità e un piazzamento dignitoso -8-9.
Scorrendo il programma si incontra poi lo slittino doppio, maschile e femminile, con le coppie azzurre – Andrea Vötter e Marion Oberhofer tra le donne, Ivan Nagler e Fabian Malleier insieme a Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder tra gli uomini – pronte a lanciarsi nella pista di Cortina d’Ampezzo; e ancora il pattinaggio di figura, dove Charlène Guignard e Marco Fabbri calcano il ghiaccio della Milano Ice Skating Arena per la danza libera, segmento conclusivo che assegna le medaglie e che arriva dopo il bronzo conquistato a squadre nei giorni scorsi -4-10.
L’hockey debutta contro la corazzata svedese
Chiude la lunga giornata olimpica il debutto della nazionale maschile di hockey sul ghiaccio, chiamata ad affrontare la Svezia nell’arena predisposta per il torneo; i scandinavi, va detto, schierano una formazione che può contare su venticinque elementi provenienti dalla Nhl, il campionato professionistico nordamericano, mentre l’Italia si affida a un gruppo di giocatori selezionati nei mesi scorsi e comprendente, tra gli altri, Damian Clara tra i pali e Thomas Larkin in difesa -2-5-8. Una sfida proibitiva, a giudicare dai nomi, ma che rappresenta comunque un traguardo storico per un movimento che torna a respirare l’aria olimpica dopo l’assenza nell’edizione precedente.
Keywords: Milano Cortina 2026, Giovanni Franzoni, SuperG Bormio, pista Stelvio, biathlon femminile, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, danza sul ghiaccio, Guignard Fabbri, hockey Italia Svezia
Description: A Bormio Franzoni chiude sesto nel SuperG vinto da Von Allmen. L’Italia prosegue la giornata tra biathlon, slittino, pattinaggio e il debutto dell’hockey maschile.




