Incendio alla Magliana: un giorno dopo
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Redazione Interno
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Un grande incendio è divampato giovedì scorso vicino a un campo nomadi su via Asciano, nella zona della Magliana. Il giorno successivo, le immagini riprese da un drone hanno mostrato l'area devastata dall'incendio. Attualmente, i rifiuti stanno venendo rimossi per completare lo spegnimento dei piccoli focolai ancora attivi e liberare l'area.
Effetti sulla città
L'incendio ha avuto un impatto significativo sulla città. Da San Giovanni al Quadraro, dalla Garbatella all'Aurelio, mezza città è stata alle prese con il fumo fino a notte fonda. Sui social media, una domanda è rimbalzata per tutta la notte: cos'è questo fumo e questa aria irrespirabile? La causa è stata identificata nel maxi-rogo che è divampato nei pressi di via Asciano.
Cosa è bruciato
Nell'area golenale del Tevere, più volte oggetto di denunce ed esposti per la presenza di discariche e insediamenti, è bruciato di tutto: baracche, sterpaglie, pneumatici, carcasse di macchine. Le squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate fino a tarda sera per contenere l'incendio.
Richiesta di intervento dell'esercito
In seguito all'incendio, è stata presentata un'interrogazione in Aula Giulio Cesare per conoscere la situazione dei campi rom abusivi a Roma. Tuttavia, il sindaco non ha risposto. Dopo l'ennesimo incendio, che ha reso necessaria la chiusura del viadotto della Magliana con la paralisi della viabilità dell'intero quadrante, il sindaco Gualtieri è stato invitato a rivolgere un appello al prefetto e al governo per farsi aiutare dall'esercito. Il pericolo per le fiamme, il fumo, gli odori e le polveri inquinanti ha raggiunto anche i quartieri limitrofi.




