Pnrr, l'Italia incassa la settima rata ma il traguardo resta lontano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’esecutivo ha annunciato in queste ore due passaggi cruciali per il Piano nazionale di ripresa e resilienza: lo sblocco dei fondi della settima rata, fermi da dicembre, e la richiesta di pagamento dell’ottava, legata al completamento di quaranta nuovi obiettivi. Se i numeri – 18,3 miliardi di euro già ottenuti e altri in arrivo – sembrano confortanti, è però inevitabile notare che il rispetto della tabella di marcia è stato garantito solo grazie a ripetute revisioni del piano, che ne hanno modificato più volte struttura e priorità.

L’Italia, del resto, è il principale beneficiario del dispositivo europeo, con quasi 200 miliardi stanziati, di cui 113 già erogati. Un primato quantitativo che, tuttavia, non si traduce in un’effettiva leadership nell’attuazione. Mentre il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sottolinea il "pieno raggiungimento" dei nove traguardi previsti per la settima rata, Bruxelles mantiene un monitoraggio stretto, come dimostra la visita in corso dei suoi funzionari per verificare lo stato degli interventi.

Giorgia Meloni ha parlato di un "primato europeo", ricordando che il paese ha centrato il 72% dei fondi complessivi e il 100% degli obiettivi delle prime sette tranche. Ma i dati, se letti senza enfasi, rivelano un quadro più complesso. L’Italia non è in testa alla classifica dell’avanzamento, e la corsa contro il tempo per spendere le risorse entro il 2026 – termine ultimo per chiudere i cantieri – rischia di diventare sempre più ardua. Soprattutto per quelle opere, come le grandi infrastrutture, i cui ritardi accumulati negli anni difficilmente potranno essere recuperati in pochi mesi.

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