Svizzera, la valanga travolge il treno regionale: cinque feriti e una trentina di evacuati nel vallese

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’alba di oggi, nel tratto ferroviario che solca le Alpi svizzere, è stata squarciata da un boato sordo, quello di una massa di neve e detriti precipitata giù dal versante della Stockgalerie. Era circa un’ora dopo il sorgere del sole, e il convoglio regionale della BLS, partito da Spiez alle 6.12 con destinazione Briga, stava percorrendo la linea del Lötschberg quando, appena uscito da una galleria nei pressi di Hohtenn, nel Canton Vallese, si è imbattuto in ciò che non avrebbe dovuto trovare: i binari sepolti. La valanga, staccatasi probabilmente pochi istanti prima del transito, ha investito in pieno la motrice e le prime carrozze, causando il deragliamento del treno e trasformando una routine mattutina in un incubo di lamiere contorte e neve.

A bordo, secondo i dati raccolti dagli inquirenti e comunicati dalla polizia cantonale, viaggiavano circa ottanta persone. Il bilancio, certificato nelle ore successive all’impatto, parla di cinque feriti. Tra questi, uno è stato elitrasportato in condizioni definite serie all’ospedale di Sion, mentre gli altri quattro, medicati sul posto dai soccorritori, non hanno necessitato del ricovero. Le operazioni di evacuazione, rese complesse dal contesto ambientale e dal perdurare delle avverse condizioni meteorologiche – con una forte nevicata in atto e un rischio valanghe elevato, fissato al livello quattro su una scala di cinque – hanno permesso di mettere in salvo una trentina di passeggeri, quelli rimasti intrappolati nei vagoni bloccati o nelle vicinanze del luogo del sinistro.

La dinamica, ancora al vaglio del Ministero pubblico vallesano che ha aperto un’inchiesta formale, sembra chiara nelle sue linee generali, sebbene gli accertamenti tecnici dovranno stabilire con precisione la sequenza dei fatti. La tesi privilegiata, suffragata dai primi rilievi, è che la valanga abbia attraversato la massicciata pochi istanti prima che il regionale sopraggiungesse, rendendo vano qualsiasi tentativo di arrestare la corsa. I soccorsi, coordinati dalla polizia, hanno visto l’intervento dei pompieri di Gampel e Visp, delle FFS, della stessa ferrovia del Lötschberg e dell’Organizzazione cantonale vallesana di soccorso, con un dispiegamento di forze che ha incluso due ambulanze, un elicottero e otto soccorritori alpini, supportati da due treni attrezzati per le emergenze.

Un inizio d’anno segnato dalla furia degli elementi e da incendi

Questo ennesimo incidente, che ha paralizzato una delle arterie ferroviarie cruciali per il collegamento tra il nord e il sud del Paese, si inserisce in un contesto di particolare difficoltà per il Canton Vallese, già provato da altre emergenze. Basti pensare che solo poche settimane fa, il primo gennaio, una tragedia ben più grave aveva colpito la regione, con il rogo del bar Le Constellation a Crans Montana, costato la vita a 41 persone. E ancora, sabato scorso, l’esplosione di un carro durante una sfilata di carnevale a Le Châble aveva causato diversi feriti, gettando un’ombra sulle festività. A questi eventi, seppur di natura diversa, si aggiungono i disagi registrati nella notte tra domenica e lunedì a Losanna, dove un incendio di origine probabilmente dolosa, innescato da un ordigno pirotecnico, ha divorato una quarantina di cavi nella stazione principale, bloccando di fatto il traffico ferroviario nella Svizzera romanda e creando un caos che si protrarrà per giorni.

Linea interrotta e disagi sulla tratta del Lötschberg

Sul piano operativo, la linea Frutigen-Briga, nel tratto compreso tra Goppenstein e Gampel, resterà interrotta almeno fino alla mattinata di domani, martedì 17 febbraio. Lo hanno confermato sia la polizia che le Ferrovie federali, le quali hanno immediatamente attivato un servizio di autobus sostitutivi per garantire la continuità del trasporto passeggeri, seppur con inevitabili ritardi e soppressioni. I tecnici sono al lavoro per rimuovere il convoglio incidentato e, soprattutto, per mettere in sicurezza il versante, ancora instabile e potenzialmente pericoloso a causa delle abbondanti nevicate e delle forti raffiche di vento che continuano a flagellare l’arco alpino. L’istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe ha mantenuto l’allerta massima, segnalando come la situazione rimanga critica e come ulteriori distacchi spontanei siano possibili, mettendo a rischio non solo le infrastrutture di trasporto, ma anche le località turistiche e le vie di comunicazione secondarie della vallata.

Indagini in corso e la precarietà del contesto ambientale

Mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire ogni dettaglio, dall’ora esatta del distacco alla velocità tenuta dal convoglio, la priorità resta la gestione dell’emergenza e la prevenzione di ulteriori tragedie. La decisione di far circolare treni in condizioni di pericolo valanghe così marcato, sebbene la linea sia protetta da diverse gallerie e opere paramassi, solleva interrogativi che solo la Procura, con le sue indagini, potrà chiarire. Per ora, l’attenzione è tutta concentrata sulle operazioni di recupero e sulla sicurezza dei residenti e dei viaggiatori, in una regione dove la natura, quest’anno, sta mostrando il suo volto più spietato con una frequenza angosciante. La ferrovia, arteria vitale per l’economia e la mobilità di queste valli, è ridotta a un serpente di metallo ferito, adagiato su un letto di neve che non accenna a dare tregua.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.