La preside, tra schermo e realtà: la sfida di portare a scuola una Caivano che cambia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nelle prime serate di Rai 1 è approdata “La Preside”, fiction che ha per protagonista Luisa Ranieri, la quale, con un’inedita chioma bionda, veste i panni di una dirigente scolastica determinata e appassionata, ispirata alla figura reale di Eugenia Carfora. La narrazione, che prende le mosse da una domanda tanto semplice quanto radicale – se la scuola possa salvare una vita –, si dipana in un contesto difficile, dove ogni studente recuperato rappresenta una vittoria contro la dispersione e un passo verso un futuro alternativo. La serie, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, pone dunque al centro del racconto non un mero caso di cronaca, ma una vicenda umana e professionale che prova a tracciare una strada per il riscatto educativo in territori di frontiera.

La reazione del sindaco e il dibattito sulla rappresentazione

Il dibattito pubblico, come spesso accade quando la televisione affronta storie legate a luoghi reali, non si è fatto attendere. A intervenire, dopo la messa in onda della prima puntata, è stato il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, il quale ha dichiarato senza mezzi termini che “quella Caivano non esiste”, distanziando così l’immagine narrata dalla percezione dell’amministrazione comunale. La fiction, è bene ricordarlo, si ispira liberamente all’esperienza di Carfora, dirigente dell’istituto professionale Francesco Morano nel Parco Verde, nota per il suo impegno nel contrastare l’abbandono scolastico e nell’allontanare i minori dalle influenze criminali. Un lavoro, il suo, che la serie tende a rielaborare in forma drammaturgica, concentrandosi sull’entusiasmo e sull’impavidità di una donna per cui quell’incarico “scomodo” è diventato una ragione di vita.

L’esperienza reale dietro la finzione

La storia da cui il prodotto televisivo prende le mosse affonda le sue radici in una battaglia quotidiana e concreta, quella condotta appunto da Eugenia Carfora. Il suo operato, in un istituto considerato da molti “di frontiera”, si è caratterizzato per una tenacia fuori dal comune, volta a proiettare i giovani verso orizzonti di legalità e di studio. Si tratta, come evidenziato dall’interprete Luisa Ranieri in un’intervista, di una figura che ha saputo “rimettere la scuola al centro”, trasformandola in un presidio di civiltà e in un’agenzia di speranza. La trasposizione televisiva, inevitabilmente, opera una sintesi narrativa di questa complessa esperienza, mettendo in luce soprattutto la dimensione umana e conflittuale del ruolo.

Il fenomeno delle fiction scolastiche in prima serata

La messa in onda de “La Preside” si inserisce, non a caso, in un periodo particolarmente ricco di produzioni televisive ambientate nel mondo della scuola. Sulla Rai, la serie con Ranieri va in onda il lunedì, mentre su Canale 5, di mercoledì, è andata in onda “A testa alta” con Sabrina Ferilli nei panni di un’altra preside, Virginia Terzi. Questo affiancamento, che segue di poco la conclusione di “Un professore” sempre su Rai 1, conferma come le aule e gli uffici dei dirigenti scolastici siano diventati, in questo momento, uno dei set privilegiati per le fiction delle reti generaliste. Un fenomeno che, al di là dei singoli contenuti, segnala un rinnovato interesse narrativo per le istituzioni educative e per le storie di chi, dentro di esse, cerca di operare un cambiamento.

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