Dall'afa rovente al rischio grandine: l'Italia divisa in due dal maltempo
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Redazione Interno
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Mentre l’anticiclone africano continua a stringere gran parte del Paese in una morsa di caldo torrido, le prossime ore riservano un brusco cambiamento, con l’arrivo di temporali violenti e grandinate che potrebbero colpire soprattutto il Nord e, in misura minore, alcune zone del Centro. Un doppio scenario meteorologico, dunque, che vede da un lato il Sud ancora preda di un sole implacabile, dall’altro il Nord alle prese con un’instabilità crescente, destinata a sfociare in fenomeni intensi già a partire da mercoledì 23 luglio.
La Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo per nubifragi, grandine e venti forti, che potrebbero raggiungere picchi di 90 km/h nelle aree più esposte. La causa è un vortice ciclonico in arrivo dal Nord Europa, il quale, scontrandosi con l’aria calda accumulata nei bassi strati, favorirà lo sviluppo di supercelle temporalesche. Queste, oltre a scaricare piogge abbondanti, potrebbero generare grandinate localizzate e un sensibile calo termico, con temperature in diminuzione anche di 5-6°C rispetto ai valori registrati nei giorni scorsi.
Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. Gli ultimi aggiornamenti modellistici lasciano presupporre che, dopo questa prima ondata perturbata, un’altra potrebbe abbattersi sul Paese già la prossima settimana, prolungando così una fase di maltempo atipica per un periodo solitamente dominato dalla stabilità estiva. Le zone più a rischio, almeno nel breve termine, rimangono quelle settentrionali, in particolare le aree interne, dove i fenomeni potrebbero assumere carattere di maggiore violenza.
Se al Sud il termometro continua a segnare valori elevati, con picchi che sfiorano i 40°C in alcune località, al Nord il clima si fa dunque più dinamico e imprevedibile. Una situazione che, se da un lato porta un temporaneo sollievo dall’afa, dall’altro solleva preoccupazioni per possibili danni legati alla grandine e alle raffiche di vento. Senza contare che, dopo settimane di siccità, i terreni potrebbero mostrare una ridotta capacità di assorbimento, aumentando il rischio di allagamenti.




