Grand Hotel Riccione venduto all’asta: New Eden lo acquista per 29 milioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Grand Hotel Riccione è stato venduto all’asta per 29 milioni e 365 mila euro, con l’aggiudicazione alla New Eden Srl, società con sede a Rimini collegata a capitali riconducibili a Hong Kong. La gara si è conclusa dopo 16 rilanci, partendo da una base fissata a 24 milioni e 864 mila euro, segnando il passaggio di proprietà di uno degli edifici simbolo della Riviera romagnola.

La gara per lo storico albergo e il nuovo proprietario

L’asta giudiziaria ha visto la partecipazione di due soggetti che si sono confrontati attraverso una serie di offerte successive fino alla cifra finale. New Eden Srl ha superato la base iniziale con un rilancio complessivo che ha portato il valore dell’operazione oltre la soglia dei 29 milioni di euro, aggiudicandosi l’intero complesso immobiliare.

La società acquirente ha sede legale a Rimini ed è attiva nel settore delle acquisizioni immobiliari. L’operazione riguarda non solo l’edificio principale del Grand Hotel, ma anche le strutture collegate comprese nel compendio posto in vendita, tra cui immobili con destinazioni residenziali, commerciali e ricettive.

Il passaggio arriva dopo una fase segnata dalle difficoltà della precedente gestione. La società proprietaria Marebello Spa era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Rimini nel 2023, mentre nel 2026 la struttura era stata interessata da un sequestro preventivo nell’ambito di un’indagine della Procura di Rimini e della Guardia di Finanza.

Un simbolo nato nel 1929 sulla costa di Riccione

Il Grand Hotel Riccione fu inaugurato nel 1929 per iniziativa dell’imprenditore milanese Gaetano Ceschina e su progetto dell’architetto Rutilio Ceccolini. La costruzione rappresentò uno dei primi grandi investimenti destinati a trasformare Riccione in una località turistica di riferimento, con un edificio pensato per una clientela internazionale e per gli eventi mondani della Riviera.

Il complesso acquisì ulteriore rilievo negli anni successivi con la realizzazione della Torre 900, ampliamento progettato negli anni Trenta. Durante il periodo fascista l’albergo fu frequentato da esponenti politici e ospitò anche incontri legati alla presenza di Benito Mussolini a Riccione, mentre nel dopoguerra divenne uno degli indirizzi più conosciuti della vita turistica locale.

La struttura è rimasta legata alla memoria storica della città anche per la sua architettura, caratterizzata da elementi riconducibili allo stile liberty e per il ruolo avuto nello sviluppo dell’immagine mondana della località balneare. Nel corso dei decenni il Grand Hotel è stato associato a soggiorni di personaggi pubblici, eventi e iniziative legate alla crescita turistica della costa.

La vicenda giudiziaria prima della vendita

Negli ultimi anni il Grand Hotel è stato coinvolto in una complessa successione di vicende societarie e giudiziarie. Dopo il fallimento della società che lo gestiva, la procedura di vendita all’asta ha portato alla ricerca di un nuovo proprietario per un complesso immobiliare di grande valore storico ed economico.

Il sequestro della struttura nel 2026 era arrivato nell’ambito di accertamenti su presunte irregolarità nella gestione precedente. L’indagine ha coinvolto l’ex amministratore Gianni Andreatta e altre persone, con contestazioni che riguardavano ipotesi di bancarotta fraudolenta.

Tra gli elementi dell’operazione di vendita figura anche il valore del compendio complessivo, che comprende oltre all’edificio storico altre parti immobiliari utilizzate negli anni per attività ricettive, commerciali e di intrattenimento.

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