Incidente Forlì auto contro platano: due morte
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Redazione Interno
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L’incidente Forlì auto contro platano ha provocato due vittime e una giovane ferita gravemente. Lo schianto è avvenuto in viale dell’Appennino, nei pressi della rotonda di Porta Ravaldino, dove una Renault Clio con a bordo tre ragazze si è schiantata contro un albero senza lasciare segni di frenata sull’asfalto. L’impatto, estremamente violento, ha letteralmente diviso in due la vettura, lasciando una scena che gli investigatori hanno definito di rara gravità.
Dinamica dello schianto e condizioni del veicolo
Secondo i rilievi della Scientifica, l’auto ha colpito un platano situato a circa cinquanta metri dalla rotonda. L’assenza di tracce di frenata suggerisce un impatto improvviso e incontrollato. La carrozzeria della Clio è risultata completamente deformata, con l’albero incastrato al centro del veicolo, ridotto a un ammasso di lamiere. I vigili del fuoco sono intervenuti per tagliare ulteriormente la vettura e raggiungere le persone all’interno, mentre frammenti di vetro e metallo erano dispersi sull’asfalto.
Le vittime e la sopravvissuta
Nell’incidente hanno perso la vita Caterina Romualdi e Sirin Jaziri, rispettivamente di 23 e 26 anni. Le due giovani viaggiavano insieme ad Angelica, 25 anni, istruttrice di ginnastica ritmica, che è stata estratta viva dai soccorritori. La donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione con un quadro clinico complesso.
Le condizioni di Angelica dopo l’incidente
Nonostante la gravità delle ferite riportate nello schianto, i sanitari hanno escluso che le condizioni di Angelica siano fatali. La giovane resta ricoverata sotto stretta osservazione, mentre proseguono le cure per stabilizzare il quadro clinico. È l’unica sopravvissuta di un incidente che ha spezzato due vite e lasciato segni evidenti sul luogo dell’impatto.
Un impatto che evidenzia la violenza dell’incidente
Il platano contro cui si è schiantata l’auto appare scortecciato ma stabile, a testimonianza della forza dell’urto. La posizione dell’albero, rimasto saldo mentre la vettura si è spezzata, offre agli investigatori un elemento chiave per ricostruire la dinamica. L’intervento dei soccorritori, reso difficile dalle condizioni del mezzo, ha permesso di individuare l’unica superstite tra le lamiere, mentre per le altre due ragazze non c’è stato nulla da fare.




