Forlì, lo schianto contro il platano e la notte delle tre studentesse
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Redazione Interno
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La lenta risalita delle lamiere, un’operazione che è durata quasi tre ore, ha restituito alla cronaca una delle immagini più crude della strada. È successo domenica 3 maggio a Forlì, quando una Renault Clio, poco prima della mezzanotte, ha trasformato viale dell’Appennino in un cantiere a cielo aperto per vigili del fuoco e soccorritori. Alla guida, secondo una prima ricostruzione che gli inquirenti stanno ancora verificando con meticolosa attenzione, c’era Angelica Romualdi; la giovane, estratta viva dalle lamiere contorte e trasportata d’urgenza al Bufalini di Cesena, lotta ora tra la vita e la morte in codice rosso, mentre per le altre due occupanti della vettura non c’è stato purtroppo nulla da fare.
Le vittime, un legame spezzato tra Forlì, Ravenna e Palermo
Il dolore per questo incidente, che ha visto la piccola utilitaria perdere aderenza per terminare la propria corsa contro uno dei platani che costeggiano il viale, si porta dietro storie di formazione e di sacrifici quotidiani. A perdere la vita sono state due studentesse del campus romagnolo dell’Università di Bologna: Caterina Romualdi, 23 anni, residente a Forlì, e la sua amica Sirin Jaziri, 26 anni. Quest’ultima, nata a Palermo ma cresciuta a Ravenna dove abitava, incarna quel dramma silenzioso dei fuorisede, ragazzi che scelgono di studiare lontano da casa e che proprio su quelle strade, percorse ogni giorno per tornare in affitto o per una serata tra amici, trovano una fine violenta.
La dinamica dell’incidente e i soccorsi
Le cause precise dello schianto, avvenuto quando mancavano pochi minuti alla mezzanotte, restano al vaglio della Polizia Stradale e della Procura, che ha aperto un fascicolo per fare piena luce su quanto accaduto. Stando ai rilievi effettuati sul posto, l’auto avrebbe prima perso il controllo compiendo un testacoda, forse a causa dell’asfalto reso viscido o di una manovra azzardata, per poi impattare in maniera devastante contro il platano e alcune auto in sosta lungo la carreggiata. L’impatto è stato talmente violento da spezzare quasi in due la vettura, richiedendo l’intervento massiccio dei pompieri che hanno impiegato circa tre ore per estrarre i corpi e liberare Angelica, la quale è stata infine elitrasportata al trauma center del nosocomio di Cesena.
L’ipotesi investigativa e la corsa contro il tempo
Mentre la città romagnola si stringe idealmente attorno alle famiglie delle vittime, in particolare quella della giovanissima Caterina che ha perso la vita insieme alla sorella rimasta gravemente ferita, gli inquirenti si concentrano sull’esclusione di eventuali concause. Nessun altro veicolo, si legge nei primi verbali, è stato coinvolto direttamente nell’urto; si tratta quindi di un incidente autonomo avvenuto lungo quello che è considerato un asse di collegamento cruciale tra la periferia e il centro. Per Angelica Romualdi, ricoverata in condizioni definite "gravissime" dai sanitari, la macchina dei soccorsi ha funzionato in maniera impeccabile, ma ora il suo destino è segnato dall’entità delle lesioni riportate in quello schianto che, in una notte di inizio maggio, è costato la vita a due giovani speranze del campus universitario.




