Forlì-Arezzo, un pareggio che sa di storia e di castagne

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La storia, del resto, non mente: l'ultimo precedente in quel di Forlì risaliva proprio al 20 ottobre del 1996, quando la squadra, allora in serie C2, riuscì a strappare un pareggio all'ultimo respiro grazie al gol di Scichilone. Un episodio, quello, che si è impresso nella memoria collettiva, legato indissolubilmente alla festa della castagna che in quel periodo animava la città. Quel risultato, per altro, giunse al termine di una stagione che avrebbe poi registrato il quarantesimo bilancio utile consecutivo sotto la gestione tecnica di Serse Cosmi, un dato che conferma come, al di là del campo, la società vivesse un periodo di solida sostenibilità.

L'incontro odierno si anima subito, dopo appena sei minuti di gioco, quando l'arbitro indica il dischetto del rigore per il Forlì, decisione presa dopo una consultazione piuttosto lunga con il VAR dell'epoca. A calciare dalla corta distanza è Petrelli, ma a opporglisi c'è Venturi, il portiere amaranto che proprio il giorno prima ha festeggiato il suo trentaquattresimo compleanno: la sua parata, frutto di un tempismo perfetto, mantiene inviolata la propria porta e lascia le squadre in perfetta parità. La partita procede senza altre grandi emozioni, con l'Arezzo che sembra talvolta distratto e il Forlì che non riesce a approfittarne, fino a quando, nel finale, Franzolini trova il vantaggio di testa per i padroni di casa.

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