Sangue nella notte a Forlì, omicidio in macelleria: fermato un 35enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stata alcuna via di fuga, per quell’uomo che nella notte tra domenica e lunedì ha visto la propria vita spezzarsi tra i banconi di una macelleria. È accaduto in via Ravegnana, alla periferia della città romagnola, dove i poliziotti della Volante sono intervenuti intorno alle tre del mattino. A lanciare l’allarme, seppur in circostanze ancora tutte da verificare, è stato lo stesso presunto aggressore: un cittadino straniero che, probabilmente ferito a sua volta durante una violenta colluttazione, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, indicando la presenza di un esanime all’interno del locale. Giunti sul posto, gli agenti hanno dovuto forzare la porta di accesso dell’attività commerciale, trovandosi davanti a una scena che lasciava pochi dubbi sulla dinamica: un uomo era riverso a terra, privo di sensi, mentre un altro presentava ferite riconducibili a un litigio degenerato in tragedia.

Il ritrovamento e le prime ricostruzioni

Superata la soglia dell’esercizio, che al momento dell’omicidio era sprovvisto del titolare, gli investigatori hanno rinvenuto il della vittima dietro al bancone. Si tratta di un quarantacinquenne di origini marocchine, il cui decesso – come riportato in una nota della Questura – sarebbe stato causato da “evidenti lesioni da arma da taglio”, accompagnate da segni inequivocabili di una colluttazione. L’altro uomo presente nel locale, un connazionale più giovane (la sua età oscillerebbe tra i 35 e i 36 anni a seconda delle prime fonti), è stato immediatamente identificato come il principale sospettato. Quest’ultimo, che secondo alcune indiscrezioni risulterebbe già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti, è stato sottoposto a fermo. Dopo essere stato medicato al pronto soccorso per le ferite riportate (probabilmente alle braccia, rimediate durante lo scontro), è stato trasferito negli uffici della Squadra Mobile, dove sconta ora l’attesa dell’interrogatorio.

La dinamica e i vuoti investigativi

Il movente di questo efferato episodio resta al momento avvolto nel mistero, anche se gli inquirenti stanno vagliando più piste. Tra queste, l’ipotesi di un debito legato allo spaccio di sostanze stupefacenti sembra al momento quella più accreditata, sebbene non possa escludersi un diverbio nato per futili motivi tra i due connazionali. Ciò che rende la vicenda particolarmente torbida è la presenza dei due all’interno della macelleria a un’ora così tarda. Secondo quanto emerso, né la vittima né il fermato avrebbero alcun legame diretto con la gestione dell’attività; pare, invece, che entrambi fossero semplicemente ospitati in quel luogo dal titolare, forse utilizzato come dormitorio improvvisato. La scientifica, giunta sul posto da Bologna, ha setacciato il locale alla ricerca di tracce biologiche e impronte, mentre l’arma del delitto – un coltello – è stata sequestrata per gli accertamenti del caso.

Gli strumenti dell’accusa

Fondamentale, per la corretta ricostruzione dei fatti, sarà l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. Sia quelle pubbliche, eventualmente presenti nel vicinato, sia – e forse in modo più incisivo – quelle installate all’interno della stessa macelleria, le cui immagini sono già state acquisite dagli inquirenti. Questi frame potrebbero chiarire senza ombra di dubbio la sequenza dei colpi inferti e l’effettiva dinamica della lite, che ha portato un uomo a perdere la vita dietro al bancone di un negozio di alimentari. Sul luogo del delitto sono intervenuti anche il magistrato di turno e il medico legale, a dimostrazione della volontà della Procura di procedere speditamente in un’inchiesta che, al momento, vede un solo nome iscritto nel registro degli indagati. Il fermato, assistito dalla legge, rimane a disposizione della giustizia in attesa che gli investigatori colmino i vuoti di una notte insanguinata.

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