Omicidio in macelleria a Forlì, la lite notturna e il Corpo dietro al bancone
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Redazione Interno
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Nella notte tra domenica e lunedì, poco dopo le due e trenta, la periferia di Forlì è stata teatro di un violento epilogo consumato tra le mura di una macelleria halal in via Ravegnana. È lì, dietro al bancone del locale, che gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto il esanime di un uomo di quarantacinque anni, di origini marocchine, il cui volto e le cui mani portavano i segni inequivocabili di una colluttazione feroce, culminata con una o più coltellate inferte con violenza letale. A rendere la scena del delitto ancora più criptica, almeno nelle prime ore dopo il ritrovamento, era la presenza di un altro uomo, un connazionale più giovane (di trentacinque anni secondo alcune prime indicazioni degli inquirenti), il quale, sebbene ferito a sua volta, si trovava ancora all’interno dell’esercizio commerciale chiuso dall’interno.
Il fermo e l’allarme partito dall’aggressore
Paradossalmente, è stato lo stesso presunto autore del gesto a mettere in moto la macchina dei soccorsi. L’uomo, infatti, è stato colui che ha composto il numero di emergenza 112, richiamando l’attenzione delle volanti sulla macelleria dove, verosimilmente, lui stesso era rimasto ferito nel corso della lite. Quando i poliziotti sono giunti sul posto, hanno dovuto forzare la porta d’ingresso per accedere all’interno; una volta entrati, si sono trovati di fronte il trentacinquenne sanguinante e, poco distante, la salma del quarantacinquenne ormai priva di vita. Subito soccorso dal personale del 118 intervenuto sul posto, il presunto aggressore è stato stabilizzato e trasportato in ospedale per ricevere le cure necessarie; terminate le prime procedure sanitarie, è stato condotto negli uffici della Questura, dove si trova a disposizione degli inquirenti in attesa dell’interrogatorio formale. Con lui, per essere ascoltato, è stato convocato anche il titolare della macelleria, un elemento che la polizia sta cercando di inquadrare per capire se potesse avere un qualche ruolo nella vicenda o se la sua presenza fosse solo casuale.
Le discrepanze sull’età e la pista del debito
Mentre i rilievi tecnici procedevano a ritmo serrato – con il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Bologna e di Forlì impegnato a setacciare il locale alla ricerca di impronte e tracce ematiche, sotto la supervisione del magistrato di turno e del medico legale – emergevano le prime, seppur frammentarie, ipotesi sul movente. Sebbene le cronache locali abbiano riportato lievi discordanze anagrafiche relative alla vittima (alcune fonti la indicano come un quarantenne, altre come un uomo di quarantacinque anni), ciò che accomuna le diverse ricostruzioni è la natura della scintilla che avrebbe fatto scoppiare la lite: un presunto debito legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. Entrambi i soggetti coinvolti, vittima e sospettato, sarebbero cittadini marocchini con precedenti alle spalle; in particolare, il fermato risulterebbe essere un richiedente protezione internazionale già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti.
La macelleria come dormitorio e il vaglio delle telecamere
Un ulteriore dettaglio emerso nel corso della mattinata, e che contribuisce a dipingere il quadro poco convenzionale della vicenda, riguarda l’utilizzo che veniva fatto della macelleria. Stando a quanto riferito dagli investigatori, sembra che l’esercizio commerciale – al momento dell’omicidio sprovvisto della presenza del titolare – venisse talvolta utilizzato come una sorta di dormitorio improvvisato; nessuna delle due persone coinvolte direttamente nella rissa, a quanto pare, avrebbe avuto un legame formale con l’attività lavorativa, bensì si sarebbe trovata lì in qualità di “ospite” del proprietario dell’immobile. Le telecamere di videosorveglianza installate all’interno del locale rappresentano ora il tassello cruciale per gli agenti della Squadra Mobile. L’acquisizione e l’analisi dei filmati, che potrebbero aver immortalato l’intera sequenza della colluttazione o quantomeno i momenti antecedenti il delitto, saranno fondamentali per chiarire la dinamica esatta dei fatti, verificare la versione fornita dal fermato e capire se all’interno della macelleria fosse presente anche un terzo uomo, al momento ritenuto estraneo alla vicenda ma la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.




