Xhaka ammette il certificato Covid falso: indagine e stop con la Svizzera
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Granit Xhaka ha ammesso di aver acquistato un certificato falso di vaccinazione contro il Covid-19 nel 2022, aprendo un caso che coinvolge il capitano della Svizzera e del Sunderland. Il centrocampista ha spiegato sui social di non essersi vaccinato in quel periodo e di aver scelto una strada sbagliata, chiedendo scusa per la decisione presa.
Xhaka ha raccontato di aver agito in una fase caratterizzata da forti dubbi personali, timori e sfiducia nei confronti del vaccino. Nel suo messaggio ha definito l’acquisto del certificato un errore e ha dichiarato di assumersi la responsabilità della scelta, assicurando collaborazione con le autorità che stanno esaminando il caso.
La vicenda risale al periodo in cui il calciatore militava nell’Arsenal. Durante la pandemia il tema dei certificati vaccinali aveva assunto un ruolo centrale per gli spostamenti internazionali e per l’accesso a diverse attività, con numerosi procedimenti aperti in vari Paesi contro la falsificazione della documentazione sanitaria. In Svizzera le autorità stanno verificando se nel caso specifico siano configurabili reati legati all’ottenimento fraudolento di una certificazione o alla falsificazione di documenti.
La procura di Lucerna ha avviato gli accertamenti sul caso e il giocatore dovrà essere ascoltato dagli investigatori. L’obiettivo dell’inchiesta è stabilire se vi siano responsabilità penali nell’utilizzo del certificato contestato. Le ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti riguardano la possibile falsificazione documentale o l’ottenimento irregolare di una certificazione.
Sul piano sportivo, la Federazione calcistica svizzera ha deciso insieme al calciatore di escluderlo dal prossimo raduno della nazionale. La scelta comporterà l’assenza di Xhaka nelle prossime quattro partite di Nations League. Il presidente della federazione Peter Knäbel ha spiegato che il giocatore aveva informato personalmente l’organizzazione prima di rendere pubblica la sua posizione.
Il centrocampista è una delle figure più rappresentative del calcio svizzero degli ultimi anni. Xhaka ha esordito con la nazionale nel 2011 e ha raggiunto il primato di presenze con la maglia rossocrociata, arrivando a 152 partite internazionali. Prima del trasferimento al Sunderland aveva giocato anche con Arsenal e Bayer Leverkusen.
Il rapporto tra Xhaka e la nazionale è stato spesso accompagnato da grande attenzione mediatica per il suo ruolo di leader e per alcune vicende che hanno coinvolto il giocatore dentro e fuori dal campo. Durante la pandemia aveva già fatto discutere dopo essere risultato positivo al Covid-19 nel periodo in cui aveva rifiutato inizialmente la vaccinazione, un episodio che gli aveva impedito di partecipare ad alcuni impegni sportivi.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
