Gaza, le immagini Cnn sull'attacco all'ospedale Nasser

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’attacco israeliano dello scorso lunedì contro l’ospedale Nasser di Khan Younis, che ha causato la morte di ventidue persone, tra cui cinque giornalisti e diversi soccorritori, continua a sollevare interrogativi gravissimi sulla condotta delle operazioni militari a Gaza. Le prime ricostruzioni, supportate da un video Reuters che ha immortalato i momenti caotici e tragici dell’evento, parlavano di un duplice attacco, la cosiddetta tecnica del "double-tap": un primo colpo, partito da un carro armato, avrebbe causato le vittime iniziali, mentre un secondo, esploso poco dopo, avrebbe preso di mira coloro che, accorsi per prestare aiuto, erano rimasti intrappolati nella stessa area. Tra le vittime della prima esplosione figura anche Hussam al-Masri, un collaboratore dell’agenzia di stampa internazionale.

Tuttavia, un’analisi più approfondita del materiale video, condotta dalla Cnn e diffusa in esclusiva, fornisce un quadro ancor più dettagliato e inquietante, smentendo parzialmente la versione iniziale. Secondo gli inviati del network americano, i proiettili d’artiglieria esplosi contro la struttura non sarebbero stati due, bensì tre; tutti provenienti, stando alle evidenze raccolte, da carri armati israeliani e tutti diretti verso il medesimo punto focale: le scale dell’ospedale dove, in quel preciso momento, si trovavano riuniti giornalisti e personale sanitario intenti a svolgere il proprio lavoro. Questa nuova ricostruzione dei fatti sembra dunque delineare non un episodio accidentale, bensì un’azione deliberata e concentrata su un obiettivo specifico e ben identificato.

La posizione ufficiale israeliana, per voce del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha liquidato l’accaduto definendolo “un tragico errore”, appare dunque sempre più traballante e in netto contrasto con le dichiarazioni dei comandanti sul campo. Fonti militari, infatti, hanno affermato che l’ordine per il doppio, o triplo, attacco era stato coordinato e approvato dai superiori, il che getta un’ombra pesante sulla catena di comando. A rafforzare l’ipotesi di un targeting intenzionale dei reporter si inserisce il durissimo j’accuse di Jodie Ginsberg, presidente del Comitato per la protezione dei giornalisti, la quale ha sostenuto senza mezzi termini che “a Gaza nessun errore, Israele colpisce apposta i reporter palestinesi”.

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