Borse europee in slancio dopo il taglio dei tassi della Fed, occhi sulla Bank of England
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Redazione Economia
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Le Borse europee, Milano in testa, hanno aperto la seduta odierna in deciso rialzo, sostenute dall’ondata di ottimismo scatenata dalla decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, una mossa ampiamente attesa dal mercato e che, nonostante l’opposizione del solo Stephen Miran – il quale avrebbe preferito un intervento più aggressivo da 50 punti –, è stata approvata a larga maggioranza dal FOMC. Il governatore Jerome Powell, del resto, non ha escluso ulteriori interventi di politica monetaria nel corso del 2025, un elemento che gli investitori hanno interpretato come un segnale di sostegno prolungato all’economia, in particolare a fronte di un mercato del lavoro che inizia a mostrare timidi segnali di indebolimento.
A Piazza Affari, il Ftse Mib ha registrato un avanzamento consistente dello 0,78%, performando in linea con gli altri listini continentali: Parigi ha guadagnato lo 0,63%, Amsterdam lo 0,58%, mentre Francoforte si è distinta come la piazza più vivace con un progresso dell’1%. A trainare l’indice milanese, oltre al comparto bancario – tradizionalmente sensibile alle variazioni dei tassi –, sono state alcune eccellenze del tech come StMicroelectronics, che ha beneficiato del rally dei titoli legati ai semiconduttori, a sua volta innescato dalle notizie provenienti dalla Cina dove, stando al Financial Times, Pechino avrebbe imposto alle aziende tecnologiche locali il divieto di acquistare chip prodotti da Nvidia.
L’attenzione degli operatori, adesso, si sposta sulla Bank of England, il cui comitato monetario è chiamato a una decisione oggi: le attese, tuttavia, sono per un mantenimento dello status quo sul costo del denaro, una scelta di cautela che potrebbe offrire un diverso quadro di riferimento rispetto alla linea espansiva della Fed. Intanto, il dollaro si muove con prudenza mentre l’oro – rifugio per eccellenza in fasi di incertezza monetaria – registra movimenti laterali in attesa dei prossimi input macroeconomici.




