Manovra, il governo studia il fondo pensione per i neonati: oltre 2 miliardi per le misure lavoro
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Redazione Interno
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Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha delineato i contorni dell'intervento che il governo sta mettendo a punto in vista della prossima legge di bilancio, rivelando un pacchetto di misure per il lavoro che supera i 2 miliardi di euro. Nel corso di un'intervista concessa all'Adnkronos a margine del Forum Teha di Cernobbio, il titolare del dicastero ha spiegato che si sta lavorando su un articolato ventaglio di provvedimenti, che comprende sia la riconferma di incentivi già esistenti sia la creazione di un nuovo fondo per le competenze.
Parallelamente, e con un orizzonte temporale che guarda al lungo periodo, sta prendendo forma l'ipotesi di un salvadanaio previdenziale destinato ai più piccoli, un fondo pensione complementare che verrebbe attivato dallo Stato sin dalla nascita per ogni nuovo nato.
Un salvadanaio previdenziale per i bebè
L'idea, che negli ultimi giorni ha guadagnato il sostegno esplicito di diverse istituzioni tra cui la Covip e l'Ania, dopo essere stata rilanciata dal presidente dell'Inps Gabriele Fava, è quella di aprire un conto previdenziale intestato al neonato, gestito dall'Istituto nazionale della previdenza sociale. Questo conto, concepito come una sorta di salvadanaio, sarebbe inizialmente alimentato dallo Stato con un bonus una tantum, ma potrebbe essere incrementato nel tempo dai contributi volontari versati dai genitori, dai nonni o da altri parenti.
L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, contrastare gli effetti del cosiddetto "inverno demografico" incentivando la natalità, dall'altro, fornire ai giovani un capitale di partenza che potrà essere utilizzato, in futuro, per integrare la pensione o per far fronte a spese importanti come il conseguimento di una laurea o il proseguimento degli studi. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che il governo sta lavorando in questa direzione, sottolineando come la manovra economica in arrivo dovrà contenere misure specifiche per affrontare il declino delle nascite.
L'effetto del fondo sulle domande in Friuli Venezia Giulia
Un precedente virtuoso, seppur su scala regionale, arriva dal Friuli Venezia Giulia dove un'iniziativa simile, che prevede un rimborso di 200 euro per chi versa almeno 300 euro in un fondo pensione per i propri figli, ha fatto registrare un'autentica impennata di adesioni. I dati, seppur parziali, sono eloquenti: nel corso del 2026 le domande presentate sono state 2.076, un numero che diventa ancor più significativo se confrontato con le appena 251 richieste pervenute nel 2023.
Questi numeri, che testimoniano un interesse crescente verso forme di previdenza integrativa dedicate alle nuove generazioni, rappresentano un banco di prova importante per il governo, che sta valutando l'impatto e la fattibilità di una misura di portata nazionale.
Le risorse per il lavoro e le nuove competenze
Tornando al pacchetto lavoro da oltre 2 miliardi di euro, la titolare del Lavoro ha evidenziato come le risorse siano destinate a un doppio binario di intervento. Da un lato, verranno stanziate somme importanti per riconfermare e potenziare alcune misure di sostegno all'occupazione già in essere, garantendo continuità alle politiche attive del lavoro.
Dall'altro, una fetta consistente delle risorse sarà dedicata alla creazione di un fondo nazionale per le nuove competenze, uno strumento pensato per accompagnare i lavoratori e le imprese nei processi di transizione digitale ed ecologica, offrendo opportunità di formazione e riqualificazione professionale. La manovra, come anticipato dal ministro Calderone, si pone quindi l'obiettivo di rispondere alle sfide immediate del mercato del lavoro senza trascurare gli investimenti strutturali sul capitale umano, a partire dalle future generazioni.
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