Bologna, il verbale sulla partita Virtus-Maccabi: il PalaDozza fu giudicato "inidoneo"
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Redazione Sport
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La riunione in Prefettura, che si tenne il 5 novembre scorso, aveva riunito attorno a uno stesso tavolo le massime autorità civili e militari del territorio, oltre ai rappresentanti delle società sportive coinvolte. In quell’incontro del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, dedicato alla preparazione dell’imminente sfida di Eurolega tra la Virtus Bologna e il Maccabi Tel Aviv, emerse con chiarezza una posizione condivisa e unanime, la quale, come risulta dal verbale ufficiale, non lasciò spazio a fraintendimenti: il PalaDozza, storico palasport della città, fu giudicato strutturalmente “inidoneo” a ospitare un evento dall’elevato potenziale critico. I presenti, nessuno escluso, espressero delle profonde perplessità in merito alla gestione dell’intera faccenda, sottolineando come la scelta dell’impianto presentasse delle criticità oggettive, difficilmente superabili sul piano della sicurezza.
Le accuse del sindaco Lepore al ministro
A distanza di mesi da quel tavolo tecnico, le tensioni allora solo presagite sono esplose in una crisi politica di alto profilo, che vede opposti il ministero dell’Interno e il Comune di Bologna. Il sindaco Matteo Lepore, replicando alle dichiarazioni del ministro Matteo Piantedosi, ha usato toni durissimi, definendo “offensive” le parole provenienti dal Viminale. “Di fatto, mi dà dell’antisemita”, ha affermato il primo cittadino, aggiungendo che la gestione dell’ordine pubblico da parte del governo è stata “disastrosa”. Secondo Lepore, il ministro mostrerebbe i muscoli con l’unico scopo di nascondere la propria debolezza e di coprire i fallimenti che hanno caratterizzato l’operato delle forze dipendenti dal suo dicastero.
La solidarietà politica alle forze dell'ordine
Nel clima di forte polemica seguito agli scontri di venerdì, che hanno visto sedici agenti feriti durante i violenti tafferugli con i collettivi intenti a impedire il regolare svolgimento della partita, una delegazione di Fratelli d’Italia ha voluto incontrare pubblicamente le forze dell’ordine. Il senatore Marco Lisei e il consigliere regionale Francesco Sassone si sono recati per portare, a nome dei cittadini, un messaggio di sostegno e di riconoscenza a chi, in uniforme, si è trovato a fronteggiare l’ondata di violenza. Un gesto che, al di là del significato politico, segna un netto schieramento a fianco delle istituzioni impegnate sul campo.
Il fenomeno delle violenze nelle città a guida Pd
Quella di Bologna, d’altronde, non costituisce un episodio isolato nel panorama nazionale, ma si inserisce in una sequenza di eventi analoghi che hanno interessato, in tempi più o meno recenti, altre amministrazioni guidate dal centrosinistra. Genova, Milano, Napoli e Torino hanno purtroppo vissuto sulla propria pelle manifestazioni degenerate in devastazioni e atti vandalici, spesso opera degli stessi centri sociali che, di volta in volta, fanno della protesta per una causa – che sia la questione palestinese o il caso Cospito – un’occasione per seminare il panico e arrecare danni ingenti al patrimonio urbano. Ciò che lascia interdetti, al di là della contingenza, è la persistente libertà di movimento di cui godono questi gruppi, i quali operano costantemente al limite della legalità senza che vengano posti dei freni efficaci alla loro capacità di azione.




