Virtus Bologna, al PalaDozza arriva il Maccabi Tel Aviv in una serata di alta tensione
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Redazione Sport
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Di quel che c’è fuori, un intero quadrante di città blindato da circa cinquecento uomini delle forze dell’ordine, si sa da giorni; di quel che ci sarà dentro il PalaDozza, una partita di basket fra due marchi storici dell'Eurolega, si spera che possa svolgersi immune dagli inquietanti rumori di fondo. La Virtus Bologna, imbattuta nelle sue quattro precedenti uscite casalinghe in Europa, cerca infatti di mantenere intatta questa striscia positiva, approfittando di quella che è, con ogni probabilità, l’ultima serata nella storica arena prima del trasferimento. Contro un Maccabi Tel Aviv, ultimo in classifica e reduce da un avvio di stagione complesso che l’ha visto perdere otto delle undici gare disputate, i bianconeri puntano a riportare il proprio record in pareggio a sei vittorie e sei sconfitte, un obiettivo non scontato se si considera che gli israeliani, nonostante i risultati negativi, possiedono uno dei migliori attacchi della competizione, capace di segnare in media 89,1 punti a partita.
Un divario netto tra il palcoscenico casalingo e le trasferte
Difficile trovare, osservando l’intero panorama dell’Eurolega, un andamento più opposto di quello mostrato finora dalla squadra di coach Ivanovic, la cui solidità interna stride in maniera netta con le difficoltà incontrate in terra straniera. Questa contrapposizione, che rende il fattore campo un elemento ancor più decisivo del consueto, si scontra però con un avversario che, seppur in difficoltà, ha dalla sua un roster di talento e una spinta offensiva di prim’ordine, caratteristiche che costringeranno i padroni di casa a un’attenzione costante in difesa. La fisicità, su cui lo stesso Ivanovic ha dichiarato di voler puntare, diverrà dunque l’arma principale per contrastare un Maccabi che, conscio della propria posizione in classifica, non avrà nulla da perdere.
Le misure di sicurezza senza precedenti per il match
La cornice entro cui si inserisce l’evento sportivo, tuttavia, appare del tutto eccezionale, con un dispositivo di sicurezza imponente, studiato per scongiurare il ripetersi di quei disordini che hanno recentemente segnato altri incontri. Dalle tredici sono scattate le prime limitazioni alla circolazione, mentre dalle sedici l’intera area circostante il palazzetto è stata completamente cinturata, una “doppia” zona rossa creata per impedire che i manifestanti, intenzionati a protestare contro la presenza della formazione israeliana, possano avvicinarsi all’impianto. Un’operazione che, coinvolgendo agenti provenienti da diverse regioni, mira a isolare la competizione agonistica dalle tensioni politiche e sociali che la circondano.
I problemi di formazione e le scelte tecniche
Sul fronte strettamente tecnico, la Virtus dovrà fare i conti con alcune assenze di rilievo, come quella di Smailagic e di Taylor, giocatori che avrebbero potuto offrire opzioni importanti sia in attacco che in difesa. Questi vuoti, che costringono la squadra a pescare a fondo dal proprio roster, richiederanno un impegno collettivo ancora maggiore, spingendo probabilmente alcuni elementi di panchina a ricoprire ruoli di responsabilità. Dall’altra parte, il Maccabi, che pure vanta numeri offensivi di tutto rispetto, cercherà di sfruttare proprio queste defezioni per imporre il suo ritmo di gioco e spezzare, finalmente, la maledizione che finora ha segnato la sua stagione europea.




