Bologna, tensione per Virtus-Maccabi: il Paladozza nel mirino della politica
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Redazione Sport
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Il braccio di ferro, che oppone il Comune di Bologna al Viminale sulla disputata partita di Eurolega tra Virtus e Maccabi, ha conosciuto un’impennata dopo le precise richieste avanzate dalla Questura, le quali, giunte sul tavolo del sindaco Matteo Lepore, delineano un perimetro di sicurezza senza precedenti per la città. L’amministrazione comunale è stata sollecitata a procedere con lo svuotamento dei cantieri del tram, rimuovendo macchinari e materiali da costruzione, e a delimitare con transenne un’ampia area circostante il Paladozza, misure che, se da un lato testimoniano la gravità della minaccia percepita, dall’altro gettano una luce inquietante sull’evento sportivo.
Le preoccupazioni del sindaco e la risposta del governo
Il primo cittadino, esprimendo una posizione che non ammette ambiguità, ha ribadito la sua “forte preoccupazione” circa le condizioni di ordine pubblico, ritenute inadeguate per gestire con la necessaria serenità l’incontro. “I rischi per l’incolumità dei cittadini e delle attività commerciali”, ha affermato Lepore senza mezzi termini, “sono, a mio avviso, concreti e non sottovalutabili”. A questa presa di posizione, che ha il sapore di un’obiezione di coscienza amministrativa, il ministro dell’Interno ha replicato con un secco rifiuto all’ipotesi di rinvio, trasformando la vicenda in un conflitto istituzionale il cui costo, come lo stesso sindaco ha tenuto a precisare, ammonterà a circa duecentomila euro per le casse pubbliche.
Il contesto delle proteste e la paura della zona
La radice della contesa affonda nella “chiamata alle armi” lanciata dalla galassia pro-Palestina, che ha indetto una manifestazione di protesta proprio in piazza Maggiore per le ore 18 di venerdì, creando una potenziale, pericolosa sovrapposizione di tempi e di luoghi con l’afflusso degli spettatori allo stadio. Questa concomitanza, che di per sé costituisce un moltiplicatore di criticità, ha spostato il dibattito dal parquet ai banchi della politica, facendo della partita un simbolo di uno scontro ben più ampio e carico di tensioni.
La reazione di chi vive e lavora nell'area
Mentre in Prefettura si definiscono gli ultimi dettagli del piano operativo per prevenire disordini, tra i residenti e gli operatori economici della zona di piazza Azzarita serpeggia un sentimento composito, fatto di apprensione e di una rabbia crescente. La percezione, come riassunta dal direttore generale di Ascom, è che “la vicenda sia andata di molto sopra le righe”, svilendo la natura stessa dell’evento che dovrebbe appartenere alla sfera dello sport. C’è chi, tra i negozianti e i dipendenti degli uffici limitrofi al Paladozza, osserva con il fiato sospeso, convinto che ai violenti non si debba, in alcun modo, concedere la soddisfazione di averla vinta.




