Bologna, tensione su Virtus-Maccabi: il ministro Piantedosi e il sindaco Lepore si scontrano sulla sicurezza
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Redazione Sport
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La partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, in programma al PalaDozza, è diventata il fulcro di un aspro confronto istituzionale che oppone il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al primo cittadino Matteo Lepore, i quali esprimono valutazioni diametralmente opposte in merito alle condizioni di ordine pubblico. Il sindaco, dopo un duplice appello ufficiale indirizzato soprattutto al Viminale, ha ribadito con forza la sua posizione, sottolineando come le proteste annunciate e la complessità del contesto internazionale rendano, a suo giudizio, insostenibile lo svolgimento della gara nella data e nel luogo previsti. La sua richiesta, pertanto, è di trovare una soluzione alternativa, spostando l'evento in un'altra sede o in un momento successivo, per scongiurare quelli che definisce "rischi altissimi" per l'incolumità delle persone e per le attività commerciali della zona.
Le ragioni di una preoccupazione
A motivare l'allarme del sindaco Lepore, il quale ha definito la sua una "forte preoccupazione", è il dilagare delle manifestazioni di dissenso che, come accadde in occasione di un altro evento sportivo, hanno ormai travalicato i confini di una ristretta cerchia di attivisti. Il movimento di protesta contro la partecipazione di formazioni israeliane alle competizioni continentali, infatti, sembra aver raccolto adesioni sempre più ampie, configurando uno scenario potenzialmente ingestibile per le forze dell'ordine, le quali si troverebbero a dover garantire la sicurezza sia dentro che fuori dall'impianto sportivo. Una simile premessa, secondo l'amministrazione locale, non garantisce quella serenità minima necessaria per ospitare un evento di tale portata e visibilità mediatica.
La risposta secca del ministro
Di parere completamente diverso è il ministro Piantedosi, il quale ha replicato alle sollecitazioni del sindaco con un netto rifiuto di ogni ipotesi di rinvio, sostenendo che, dal punto di vista dello Stato, non sussistano impedimenti tali da giustificare una decisione così drastica. La sua linea, espressa in modo perentorio, è che la partita si debba giocare e che, qualora il primo cittadino ritenesse comunque di volerla impedire, spetterebbe a lui, in virtù delle sue prerogative, assumersi la responsabilità di emettere un divieto formale. Una presa di posizione, questa, che scarica la palla nel campo dell'amministrazione comunale e che evidenzia una divergenza profonda non solo sulle valutazioni tecniche, ma anche sulle rispettive competenze.
L'appuntamento in Prefettura
La sede designata per tentare di comporre una lite divenuta ormai pubblica è il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato in Prefettura per il 19 novembre, dove le parti si confronteranno un'ultima volta prima della data fissata per la gara. In quell'occasione, le forze di polizia illustreranno il dispositivo di sicurezza predisposto, mentre il sindaco avrà modo di esporre nel dettaglio le proprie rimostranze; un confronto, quest'ultimo, dal quale dipenderanno le sorti finali dell'evento sportivo. La decisione che ne scaturirà avrà un peso significativo, poiché stabilirà un precedente importante nella gestione di manifestazioni sportive in contesti di alta tensione politica e sociale.




