Bibbiena, il furgone dei feriti esplode in via Michelangelo: quattro boati e sei persone coinvolte
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Redazione Interno
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La mattina di giovedì 12 febbraio, a Bibbiena, in provincia di Arezzo, l’orario di apertura delle scuole è stato interrotto da una sequenza di detonazioni che hanno squarciato il silenzio del Casentino. Erano circa le dieci e sei minuti quando un furgone, intento a percorrere via Michelangelo e carico di bombole di ossigeno destinate con ogni probabilità a strutture sanitarie, ha iniziato a sviluppare fiamme la cui origine è al vaglio degli inquirenti -4-6-7. In pochi istanti, il rogo ha innescato almeno quattro esplosioni in successione, propagando un’onda d’urto che ha infranto la quiete domestica dei residenti e sollevato una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza; i vetri di alcune finestre hanno tremato e le lamiere del mezzo, letteralmente fatte a pezzi, hanno cosparso la carreggiata di detriti -4-5-8.
Il sistema di emergenza sanitaria, attivato immediatamente dalla centrale operativa del 118 della Asl Toscana Sud Est, ha fatto scattare il protocollo destinato alle maxi emergenze, mobilitando quattro ambulanze infermierizzate e diverse squadre dei vigili del fuoco -2-6-9. Questi ultimi, giunti dal distaccamento locale di Bibbiena con il rinforzo del comando provinciale di Arezzo e del presidio di Pratovecchio, si sono trovati di fronte a uno scenario in rapida evoluzione: l’irraggiamento termico, intensissimo, aveva già esteso le fiamme ad almeno tre autovetture in sosta e stava attaccando la facciata di una palazzina residenziale a due piani -1-4-8.
L’intervento dei soccorritori e il bilancio dei feriti lievi
Tra la cenere e il frastuono delle valvole di sicurezza che cedevano, l’opera di spegnimento si è rivelata complessa e non priva di conseguenze per gli stessi operatori. Un vigile del fuoco, nell’espletamento delle manovre per domare il rogo e mettere in sicurezza l’abitazione adiacente, ha riportato ferite lievi a una mano, lesioni che gli sono valse il successivo trasporto al locale nosocomio -4-6-9. L’autista del furgone, il cui ruolo nell’accaduto è al momento oggetto di accertamento da parte delle forze dell’ordine, se l’è cavata con ustioni superficiali agli arti superiori e una sintomatologia riconducibile all’inalazione di fumi tossici; accanto a lui, i sanitari hanno stabilizzato e avviato all’ospedale di Bibbiena due nuclei familiari composti da due madri e due bambini, i quali si trovavano all’interno dell’appartamento prossimo al punto zero dell’esplosione -4-6-8.
Le condizioni di tutti e sei i feriti, un numero confermato dalla concordanza delle fonti di soccorso nonostante alcune prime difformità nei resoconti, sono state giudicate sin da subito di lieve entità; nessuno di loro, come hanno specificato i referti del 118, verserebbe in pericolo di vita -4-6. La natura precauzionale dei trasferimenti, del resto, è emersa anche dalla gestione del plesso scolastico limitrofo: gli alunni della scuola primaria, la cui prossimità all’area del disastro aveva inizialmente fatto temere il peggio, sono stati rapidamente allontanati dall’edificio e condotti in un luogo sicuro all’interno della scuola secondaria, dove sono rimasti protetti fino al termine delle operazioni di bonifica -2-3.
I rilievi e la messa in sicurezza del territorio
Mentre i vigili del fuoco procedevano con lo smassamento delle macerie e la bonifica dell’intera area, ancora satura del caratteristico odore di metallo surriscaldato e materiale plastico combusto, i carabinieri hanno avviato i rilievi del caso. La viabilità di via Michelangelo è stata interdetta al transito veicolare e pedonale, creando inevitabili ripercussioni sulla circolazione locale, e gli agenti hanno proceduto al confinamento della zona con transenne per consentire ai tecnici di operare senza interferenze -2-4-7. Le cause che hanno portato all’innesco dell’incendio rimangono, allo stato attuale, l’oggetto principale dell’inchiesta; non si esclude alcuna pista, dalla possibilità di un guasto meccanico al veicolo fino a un cedimento strutturale delle bombole, la cui fragilità in caso di surriscaldamento è nota, e gli investigatori stanno setacciando ogni traccia utile, inclusa la scatola nera del mezzo qualora presente, per ricostruire gli istanti precedenti alle deflagrazioni -4-5-7.
Il primo cittadino, consultato telefonicamente mentre seguiva l’evolversi della situazione, ha diramato un avviso pubblico invitando i residenti a limitare gli spostamenti non indispensabili, al fine di non intralciare la complessa macchina dei soccorsi ancora dispiegata sul territorio -9.
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