Fed, Trump frena su Hassett e la scelta del successore di Powell si complica

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La scelta del successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve, un passaggio cruciale per le politiche monetarie globali, sta conoscendo una svolta inattesa che rischia di prolungare l’incertezza sui mercati. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando pubblicamente nel corso di un evento dedicato alla salute alla Casa Bianca, ha infatti espresso una chiara preferenza per mantenere Kevin Hassett nel ruolo di capo consigliere economico, affermando di volerlo tenere «dov’è». Una dichiarazione che, se da un lato rappresenta un elogio formale, di fatto brucia sul nascere la sua possibile candidatura alla presidenza della Fed, dopo che per settimane il suo nome era circolato come quello del favorito.

Le dichiarazioni che ribaltano le previsioni

L’intervento di Trump, il quale ha sottolineato come perdere Hassett dalla sua attuale posizione costituirebbe per lui un motivo di preoccupazione, ha immediatamente riverberato i suoi effetti sui listini finanziari. Le borse, che avevano chiuso la settimana in territorio negativo nonostante alcuni solidi utili nel comparto tecnologico e bancario, e il dollaro, salito verso i massimi delle ultime sei settimane, hanno reagito all’improvvisa nebulosità creata attorno a una nomina tanto delicata. Il mercato, che aveva in parte scontato l’ipotesi di una guida più propensa a un allentamento monetario, si trova dunque a dover ricalibrare le proprie aspettative in fretta, con ripercussioni che toccano anche gli asset più volatili come le criptovalute.

La nuova geografia della corsa e i riflessi sulle crypto

Con Hassett di fatto estromesso dalla corsa, secondo le analisi diffuse dai principali media finanziari statunitensi, a balzare in vantaggio sarebbe ora Kevin Warsh. Il suo profilo, considerato più «falco» e quindi tradizionalmente meno incline a politiche monetarie espansive rispetto a quello di Hassett, introduce un elemento di ulteriore complessità nella partita. L’eventuale nomina di un presidente della Fed con una visione più restrittiva potrebbe infatti influenzare i tassi d’interesse e, di conseguenza, l’appetito per gli investimenti a più alto rischio. In questo quadro, Bitcoin e il mondo delle crypto, la cui fortuna spesso si misura anche sulla liquidità a basso costo e sulle politiche di stimolo, potrebbero trovarsi di fronte a un contesto macroeconomico meno accomodante, sebbene molto dipenderà dalle scelte concrete e dalla comunicazione dell’istituto centrale.

L’intreccio tra potere e indagini giudiziarie

La intricata vicenda che ruota attorno alla successione di Powell non è però solo una questione di nomi e di orientamenti di politica economica. Essa affonda le radici in una più ampia storia di potere, le cui dinamiche sono state complicate dalle indagini in corso su Jerome Powell stesso, delle quali non sono stati divulgati pubblicamente i dettagli ma che rappresentano uno sfondo ineludibile. Questi sviluppi giudiziari, trattati con riserbo dalle autorità competenti, hanno indubbiamente contribuito a rendere il processo di selezione più accidentato del previsto, costringendo Trump a rivedere la sua strategia in corsa e a privilegiare, almeno in questa fase, la stabilità del suo team alla Casa Bianca rispetto a un cambiamento di grande portata simbolica e operativa come quello alla Fed.

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