Mercati cauti dopo i record, a Milano vola Italgas mentre l'euro arretra
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Redazione Economia
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La spinta propulsiva che aveva caratterizzato l'inizio d'anno sui listini globali, spingendo gli indici americani a scrivere pagine di storia finanziaria, mostra i primi segni di affanno. Il rally, che aveva trovato il suo apice nel superamento della soglia psicologica dei 49.000 punti per il Dow Jones, perde infatti parte del suo slancio, riflettendo una fisiologica presa di benefici dopo una corsa così vivace. In questo clima di stabilizzazione, le borse europee tentano di bilanciare gli entusiasmi d'oltreoceano con l'attesa per i dati macroeconomici in arrivo, primo fra tutti l'inflazione dell'area euro, il cui rilascio è previsto proprio nella mattinata di oggi.
Il quadro contrastato in Europa e il caso Italgas
Gli indici del Vecchio Continente, dopo aver aggiornato a loro volta diversi record alla vigilia, registrano andamenti divergenti. Mentre il Dax di Francoforte continua la sua marcia rialzista, toccando nuovi massimi con un incremento dello 0,5%, e Londra si mantiene su livelli elevati, Parigi arretra leggermente. Piazza Affari, dal canto suo, segna un progresso più contenuto, con il Ftse Mib che avanza dello 0,25% e si assesta poco sotto i 46.000 punti, un livello che rievoca le vette toccate quasi un quarto di secolo fa. La seduta milanese è però animata da movimenti settoriali molto vivaci, in particolare nel paniere delle utility, dove spicca il balzo di Italgas, che con un rialzo prossimo all'8% si conferma il titolo di maggior peso in rialzo. Performance positive, seppur di entità minore, si osservano anche su A2A e su alcuni titoli industriali, a fronte di correzioni per il comparto energetico, con Eni e Saipem in territorio negativo, e per Tenaris.
Le attese sulla politica monetaria e il contesto valutario
Sullo sfondo dei movimenti azionari, i mercati valutari e obbligazionari delineano un quadro altrettanto significativo. L'euro, in particolare, si deprezza ulteriormente nei confronti del dollaro, scivolando fino a 1,167, un livello che non veniva osservato da tre settimane. Questo movimento riflette, fra le altre cose, le differenti attese sugli orientamenti delle principali banche centrali. Dal lato dei rendimenti, il BTP decennale si mantiene stabile al 3,50%, in un clima di attesa prima della pubblicazione dei dati inflazionistici europei. Oltre Atlantico, le dichiarazioni di Stephen Miran, membro della Federal Reserve ed ex consigliere economico del presidente Donald Trump, ribadite in un'intervista a Fox Business, continuano a rimarcare una visione attenta all'evoluzione dei prezzi, contribuendo a definire il perimetro entro il quale si muoverà la politica monetaria statunitense.
L'Asia frena e le materie prime
Il segnale di stanchezza è giunto per primo dai mercati asiatici, dove i listini hanno interrotto una serie positiva che aveva segnato il miglior inizio d'anno di sempre, registrando un calo complessivo dello 0,5%. Questa flessione, per quanto contenuta, ha contribuito a moderare il tono generale della giornata, influenzando anche l'andamento dei future sugli indici americani, che si presentano misti in attesa dell'apertura di Wall Street. A completare il quadro, il petrolio inverte la rotta dopo i recenti rialzi, attestandosi su un movimento di calo che aggiunge un ulteriore elemento di valutazione per gli investitori, i quali sembrano ora orientati a selezionare i settori e i titoli piuttosto che inseguire l'ottimismo generalizzato delle scorse sessioni.




