Femminicidio di Paupisi: Salvatore Ocone accusa la vittima

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Salvatore Ocone, l’autore della strage di Paupisi in cui hanno perso la vita la moglie Elisabetta Polcino e il figlio quindicenne, mentre la figlia sedicenne versa in condizioni gravissime, ha fornito ai magistrati la propria versione dei fatti, attribuendo le sue azioni a quelle che ha definito “dinamiche familiari conflittuali”.

La ricostruzione dell’accusato

La ricostruzione, emersa nel corso di una conferenza stampa tenuta dal procuratore di Benevento, delinea un movente che l’uomo ha voluto radicare in un presunto carattere della consorte, da lui descritta, senza mostrare alcun segno di pentimento, come “aggressiva e dominante”. Questa giustificazione, offerta dopo un gesto di inaudita violenza che ha stroncato due esistenze e ne ha segnata irrevocabilmente una terza, si staglia come l’unico, flebile tentativo di dare un senso a un atto che, per sua stessa natura, ne è del tutto privo.

L’aggressione ai figli e la fuga

La furia omicida, scatenatasi all’interno delle mura domestiche, ha condotto a un epilogo di sangue che ha travalicato il rapporto coniugale per abbattersi, con un accanimento difficile da comprendere, anche sulla prole. Il figlio quindicenne è stato trovato senza vita nell’autovettura con la quale Ocone è stato fermato non lontano da Campobasso, dopo essersi dato alla fuga insieme ai giovani.

Le condizioni della figlia sopravvissuta

L’attenzione si sposta anche sulle condizioni della figlia sedicenne, unica sopravvissuta alla furia paterna. La giovane è stata sottoposta a un intervento chirurgico di emergenza che ha reso necessario l’asportaggio di una porzione della scatola cranica. Il suo stato, definito ancora molto critico, rimane un elemento centrale, poiché la sua testimonianza potrebbe rivelarsi cruciale.

Le indagini e la ricerca della verità

Le dichiarazioni del procuratore hanno messo in luce come Ocone abbia ammesso la propria condotta, fornendo però una chiave di lettura che sposta la responsabilità sulle vittime. Le indagini proseguono per esaminare ogni aspetto, incluso un possibile contesto di depressione e psicosi cronica di Ocone, elementi che potranno essere valutati solo attraverso perizie approfondite.

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