Lecce-Atalanta, la notte di Pasquetta è di Scalvini: l’ex Krstovic parte titolare ma non incide
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Redazione Sport
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Nel pomeriggio di Pasquetta, tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta o al riposo forzato dopo gli eccessi pasquali, il Via del Mare ha invece ospitato un concentrato di Serie A puro e sanguigno. La sfida tra il Lecce di Eusebio Di Francesco e l’Atalanta di Raffaele Palladino, valida per la 31ª giornata, non è stata solo una partita di calcio, ma il riflesso di due urgenze opposte e complementari. Da un lato i salentini, invischiati nella lotta per non retrocedere – occupano attualmente il 18° posto in classifica con 27 punti, una posizione che brucia e che richiede risposte immediate – dall’altro la Dea, reduce da un periodo altalenante ma spinta dalla necessità di consolidare il rango europeo dopo l’eliminazione in Champions League, avvenuta per mano del Bayern Monaco e che ha modificato persino gli orari del turno infrasettimanale.
Le scelte obbligate e i ritorni pesanti nell’undici di Palladino
Raffaele Palladino, che ormai siede sulla panchina nerazzurra da diversi mesi, ha dovuto gestire le energie in vista di un finale di stagione intenso, e lo ha fatto mandando in campo quella che probabilmente ritiene la sua formazione ideale in questo momento. La novità più rilevante, se così si può definire vista la sua qualità cristallina, è il ritorno di Charles De Ketelaere dal primo minuto; il belga, che ha vinto il ballottaggio con Lazar Samardzic sulla trequarti, è stato schierato alle spalle dell’unica punta. Al suo fianco, a completare il tridente offensivo, c’è Nicola Zalewski, il quale ha ottenuto la maglia da titolare proprio come De Ketelaere. A supporto dei due rifinitori, nel ruolo di terminale offensivo, Palladino ha scelto Nikola Krstovic: per lui, come evidenziato nei titoli di testa del match, una sfida dal sapore particolare, quella di tornare nel “suo” stadio per dimostrare al pubblico salentino – che lo ha apprezzato in passato – quanto sia cresciuto sotto la cura della Dea. Sulle fasce, spazio a Davide Zappacosta e al giovane Lorenzo Bernasconi, mentre è stato concesso un turno di riposo a Raoul Bellanova, preservato per i prossimi impegni.
Le variazioni di Di Francesco e l’equilibrio spezzato da un inserimento
Di fronte, Eusebio Di Francesco ha cercato di cambiare la cattiva sorte della sua squadra introducendo due novità significative nel motore del Lecce rispetto all’ultimo turno di campionato. Al posto di Stulic, infatti, è partito titolare Walid Cheddira; l’attaccante, di proprietà del Napoli, ha avuto il compito di tenere in apprensione la retroguardia orobica composta da Scalvini, Djimsiti e Kolasinac – quest’ultimo ha avuto la meglio su Ahanor per completare il pacchetto arretrato. L’altra variazione riguarda il centrocampo, dove Fofana è stato preferito a Gandelman, affiancandosi a Ramadani e Ngom per cercare di arginare la fisicità di Ederson e De Roon. La gara, nei primi minuti, è stata un sostanziale studio reciproco, con l’Atalanta leggermente più avanti e il Lecce chiuso a riccio in attesa della ripartenza. È bastato un lampo, però, per ribaltare la sceneggiatura e portare in vantaggio gli ospiti.
L’azione da manuale del giovane Scalvini e la freddezza sotto porta
Il vantaggio nerazzurro è maturato al 29', quando la manovra offensiva della Dea ha trovato la giocata decisiva. L’azione si è sviluppata sulla corsia di destra, dove De Ketelaere, con una protezione di palla efficace e una visione periferica notevole, ha lavorato un pallone che sembrava destinato a perdersi; il belga, invece di crossare al centro, ha aspettato il momento giusto per imbucare un filtrante millimetrico per l’inserimento senza palla di Giorgio Scalvini. Il difensore centrale, lanciato a tutta velocità, è entrato in area di rigore come un vero e proprio attaccante aggiunto: una sterzata secca ha spiazzato il diretto marcatore Ndaba, e con un destro a incrociare – preciso all’incrocio dei pali – ha battuto Falcone, portiere dei salentini rimasto immobile a osservare la traiettoria. Un gol che sa di liberazione per Scalvini, il quale ha dimostrato ancora una volta doti realizzative non comuni per un centrale di ruolo, e che ha regalato il vantaggio alla sua squadra.
Nonostante la presenza di Krstovic dal primo minuto, l’ex di turno non è riuscito a incidere come forse sperava, trovando poco spazio per concludere a rete a causa della densa copertura difensiva dei compagni di un tempo; anzi, è stato spesso lui a sporcare le occasioni dei suoi, come nel tentativo di deviazione di testa finito alto sopra la traversa. Per il Lecce, la rete subita rappresenta una mazzata psicologica in una giornata dove serviva assolutamente punti pesanti per uscire dalla zona calda della classifica. La partita, dopo l’1-0, è entrata in una fase di gestione controllata da parte degli ospiti, i quali hanno abbassato il ritmo per preservare le energie, consapevoli di avere dalla loro un vantaggio prezioso e una difesa – guidata dal solito Djimsiti – che difficilmente concede spazi una volta in vantaggio.




