Maltempo in Brianza, mamma e neonata salvate dall’elicottero dopo l’esondazione del Seveso
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una bambina di soli dieci mesi e sua madre, rimaste intrappolate sul tetto dell’auto inghiottita dalla piena a Lentate sul Seveso, sono state tratte in salvo ieri da uno spettacolare intervento di elisoccorso dei vigili del fuoco. Rifugiatesi sulla vettura, che era stata completamente circondata dall’acqua in uno dei comuni più colpiti dal nubifragio, le due sono state recuperate una dopo l’altra: un soccorritore, calato dal velivolo, ha assicurato la neonata in una speciale culla per poi trasferire in sicurezza anche la donna, entrambe poi affidate alle cure del 118 senza conseguenze fisiche di rilievo.
L’episodio, seppur a lieto fine, rappresenta soltanto la punta più drammatica di una giornata di caos che ha investito la Lombardia e, in particolare, l’area milanese, dove il fiume Seveso è nuovamente esondato dopo mesi di relativa calma, rimanendo fuori dagli argini per circa nove ore consecutive. A Milano, l’ondata di piena ha reso necessarie evacuazioni precauzionali in diversi istituti scolastici: alla scuola paritaria di via Val Cismon, nella zona di Niguarda, si è proceduto allo sgombero, mentre i bambini della scuola di via Arbe sono stati fatti uscire intorno alle 12.30. Particolarmente complessa la situazione alla Locatelli, dove i genitori, coordinati con i vigili del fuoco, hanno organizzato persino la consegna del pasto per gli alunni, la cui evacuazione in sicurezza è stata possibile solo verso le 18.
Di fronte a un’emergenza che si ripete con inquietante regolarità, l’assessore alla Protezione civile del comune di Milano, Marco Granelli, è tornato a puntare i riflettori sulla necessità di completare le opere di laminazione delle acque. “Non è bastato attivare la vasca di Senago”, ha dichiarato Granelli a emergenza conclusa, sottolineando come quell’infrastruttura abbia già scongiurato nove esondazioni negli ultimi due anni. “Ora è indispensabile portare a termine il piano con le altre due vasche”, ha aggiunto, indicando nella realizzazione di questi bacini di contenimento l’unica soluzione strutturale per mitigare un rischio idrogeologico che le intense precipitazioni di queste ore hanno reso nuovamente evidente.




