Corona in procura, tra revenge porn e il "sistema" che accusa Signorini

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È stato un interrogatorio atteso, quello che ha visto Fabrizio Corona rispondere ai magistrati milanesi per poco più di novanta minuti. L’indagato, giunto in tribunale verso le undici del mattino scortato dal suo storico difensore, era stato convocato a seguito della denuncia per revenge porn presentata da Alfonso Signorini, il noto conduttore televisivo. Le accuse, che si intersecano in una trama più ampia di dichiarazioni pubbliche e private, riguardano la diffusione di materiale intimo all’interno della trasmissione social “Falsissimo”, i cui filmati sono ora sotto sequestro e a disposizione degli inquirenti. Lo stesso Corona, del resto, aveva formalmente richiesto di essere ascoltato dopo le perquisizioni che, solo tre giorni prima, avevano portato all’acquisizione di copie forensi dei suoi dispositivi elettronici e dell’intera puntata del programma.

Le dichiarazioni a caldo dopo l’audizione

Il presunto archivio di segnalazioni

Quello che emerge dalle sue parole, infatti, è la volontà di ribaltare completamente la prospettiva dell’inchiesta, trasformandosi da indagato in accusatore. “Ho più di cento testimonianze”, ha affermato con decisione, aggiungendo di avere una “mail aperta” dove continuano a giungere segnalazioni e di essere già in possesso di due denunce pronte da presentare contro il presentatore. Una strategia, la sua, che punta a portare l’attenzione degli investigatori su un terreno diverso, fatto di presunti retroscena e dinamiche di potere nell’ambiente dello spettacolo, mentre i magistrati esaminano anche ulteriori foto e video – non ancora trasmessi in onda – rinvenuti durante le indagini. Materiali che, se da un lato potrebbero essere cruciali per il reato di revenge porn, dall’altro vengono da Corona indicati come possibili tasselli di un quadro ben più ampio e corale.

Il procedimento e gli sviluppi investigativi

La vicenda giudiziaria, nata da una puntata televisiva, si è dunque rapidamente complicata, assumendo i contorni di un’indagine che esplora zone d’ombra dei meccanismi di selezione e delle influenze in un programma di vasto successo. Gli atti, al momento, vedono Corona nella veste di unico indagato per un reato la cui normativa è stata recentemente inasprita dal legislatore, ma le sue dichiarazioni pubbliche mirano esplicitamente a spostare il baricentro delle investigazioni. Senza entrare nel merito delle prove, che dovranno essere vagliate nel contraddittorio, il percorso in tribunale si annuncia articolato, con la procura chiamata a districarsi tra l’accertamento del fatto specifico contestato e la valutazione delle pesanti allegazioni sollevate durante l’interrogatorio, tutte tese a dipingere un sistema di scambi illeciti dietro le quinte di un format televisivo.

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