Addio a Sergio Ricciardone, icona dell’elettronica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con la scomparsa improvvisa di Sergio Ricciardone, avvenuta a soli 53 anni, Torino perde una figura cardine della scena musicale elettronica. Fondatore e direttore artistico del Club to Club (C2C), festival che ha proiettato la città sotto i riflettori internazionali, Ricciardone lascia un vuoto incolmabile tra chi, grazie alla sua visione, ha potuto esplorare i confini dell’innovazione artistica.
Originario del capoluogo piemontese, Sergio Ricciardone iniziò il suo percorso musicale negli anni Novanta, quando il rock, con le sue chitarre ruggenti, dominava ancora le scene. Affiancato da Giorgio Valletta, condivise esperienze prima in radio e successivamente come dj nei locali, fino a cogliere la rivoluzione culturale che techno e house stavano portando in quegli anni. Da qui, la svolta decisiva: la fondazione del Club to Club, evento che non solo ha ridefinito le dinamiche dei festival di musica elettronica, ma che ha anche saputo intrecciare collaborazioni con brand e istituzioni culturali, aprendo nuove strade nel panorama creativo.
La sua eredità non si ferma qui. A testimoniare l’impatto straordinario avuto da Ricciardone anche fuori dalla cerchia musicale, il deputato Marco Grimaldi, durante una seduta della Camera dei Deputati, ha dedicato un ricordo particolare all’artista. Dopo un breve discorso, le note di Moderat hanno riecheggiato nell’aula, un tributo simbolico per colui che aveva saputo coniugare il rigore artistico con una sensibilità unica.




