Morte di Celeste Pin, la procura dispone l’autopsia dopo l’esposto dell’ex moglie
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Redazione Sport
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L’autopsia è stata disposta dalla procura di Firenze sul corpo di Celeste Pin, l’ex calciatore 64enne trovato senza vita nella sua abitazione sulle colline fiorentine lo scorso 22 luglio. Inizialmente, gli inquirenti avevano ipotizzato il suicidio, tanto da autorizzare — venerdì scorso — la restituzione della salma ai familiari. Ma poche ore dopo, l’ex moglie dell’atleta ha presentato un esposto per omicidio, inviato via mail e indirizzato contro ignoti, chiedendo ulteriori indagini.
A rinvenire il corpo, secondo quanto ricostruito, è stato un parente, allarmato dall’insolito silenzio dell’uomo. Pin, bandiera della Fiorentina negli anni Ottanta, era noto per aver lottato contro la depressione, circostanza che aveva rafforzato l’ipotesi del gesto estremo. Tuttavia, la richiesta dell’ex moglie — che sostiene con fermezza la tesi dell’omicidio — ha spinto la magistratura a bloccare il rilascio della salma e a ordinare nuovi accertamenti.
Nel frattempo, i carabinieri hanno sequestrato il cellulare dell’ex calciatore e posto sotto sigilli l’abitazione, teatro della tragedia. Le perizie, compresa quella tossicologica, potrebbero chiarire se vi siano elementi che contrastino con la dinamica del suicidio. L’esposto, pur non indicando nomi, solleva dubbi sulle condizioni in cui Pin è stato trovato, spingendo gli investigatori a riesaminare ogni dettaglio.
Sul caso, intanto, cala il silenzio delle parti coinvolte. I familiari, seppur provati, non hanno rilasciato dichiarazioni, mentre la procura — evitando fughe di notizie — lavora per ricostruire gli ultimi momenti di vita dell’uomo. Quello che emerge, al momento, è un puzzle in cui depressione, vicende personali e possibili ombre giudiziarie si intrecciano, lasciando spazio a interrogativi ancora privi di risposta.




