Operai Stellantis in piazza contro Renzi e il Jobs Act
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Redazione Interno
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Gli operai di Stellantis, durante lo sciopero unitario del settore automotive, hanno lanciato un appello alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, affinché non si allei con Matteo Renzi, il quale, secondo loro, è responsabile dell'affossamento dei loro diritti lavorativi a causa del Jobs Act. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di oltre 20.000 lavoratori, si è svolta in Piazza del Popolo a Roma, dove Schlein ha incontrato alcuni metalmeccanici di Napoli della Fiom, i quali hanno espresso chiaramente il loro dissenso nei confronti di un'eventuale alleanza con Renzi.
La crisi del settore automotive, che ha colpito duramente sia i lavoratori di Stellantis che quelli dell'indotto, è stata al centro delle proteste. Gli operai, tra cassa integrazione cronica, esuberi e rischi di licenziamenti collettivi, hanno denunciato la perdita non solo del lavoro e dello stipendio, ma anche della dignità. La transizione all'elettrico, che dovrebbe rappresentare una svolta per il settore, sembra ancora lontana, lasciando migliaia di famiglie in una situazione di incertezza e precarietà.
Il ministro Urso, raccogliendo l'appello dei sindacati, ha convocato Stellantis per discutere delle problematiche sollevate durante la manifestazione. Tuttavia, la situazione rimane complessa, con la produzione di auto in calo e molti dubbi sul futuro degli stabilimenti italiani. La fusione tra FCA e Peugeot, che in passato era stata lodata dall'ex premier Conte, ora viene criticata per le conseguenze negative sui lavoratori.
In questo contesto di tensione e difficoltà, gli operai di Stellantis e dell'indotto continuano a lottare per i loro diritti, sperando in un futuro migliore per loro e per le loro famiglie.




