Corpo ritrovato nel Tevere a Castel Giubileo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel pomeriggio di ieri, presso la diga di Castel Giubileo, i tecnici Enel hanno fatto una scoperta macabra: il corpo senza vita di Suzana Kocibelli, una donna albanese di 63 anni, scomparsa il 9 gennaio. La donna, che si era allontanata da casa senza alcun motivo apparente, è stata ritrovata nelle acque del Tevere, nei pressi della centrale elettrica di Roma nord. Gli addetti Enel, intervenuti per una manutenzione, hanno avvistato il corpo e immediatamente allertato i soccorsi e i carabinieri della compagnia Cassia.

Il cadavere, che giaceva in acqua da parecchi giorni, non presenta evidenti segni di violenza, il che lascia aperte diverse ipotesi sulle cause della morte. Tra queste, gli inquirenti stanno valutando la possibilità che si tratti di un incidente o di un gesto volontario. La famiglia della donna, che aveva denunciato la sua scomparsa con grande apprensione, aveva cercato disperatamente risposte anche attraverso la trasmissione televisiva 'Chi l'ha visto', nella speranza di riportarla sana e salva a casa.

Le indagini, ora nelle mani dei militari della stazione Prima Porta, si concentrano sull'analisi delle circostanze che hanno portato alla scomparsa e al ritrovamento del corpo. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini di videosorveglianza nella zona, per ricostruire gli ultimi spostamenti della donna. La procura ha disposto l'autopsia per chiarire le cause del decesso e fornire ulteriori elementi utili all'inchiesta.

Il ritrovamento del corpo di Suzana Kocibelli ha scosso profondamente la comunità locale, che si era mobilitata nelle ricerche.

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