Ritrovato nel Tevere il Corpo del 71enne giapponese scomparso un mese fa all’Esquilino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il fiume Tevere, che da sempre attraversa la capitale con il suo carico di storia e segreti, ha restituito nel tardo pomeriggio di ieri il senza vita di Ohashi Yoshiyuki, il cittadino giapponese di 71 anni che risultava scomparso dall’8 aprile dalla zona dell’Esquilino. A trovarlo – in un tratto terminale del fiume, nei pressi dell’isola ecologica di via Portuense, a Fiumicino – è stato un passante, il quale ha subito allertato le autorità. Il cadavere, che si trovava in acqua in avanzato stato di decomposizione – circostanza, quest’ultima, che lascia intendere come l’uomo fosse già nel fiume da diversi giorni, se non da settimane – è stato poi recuperato dagli operatori intervenuti sul posto. A consentire l’identificazione, nonostante le difficili condizioni del corpo, sono stati i documenti di identità trovati all’interno dei pantaloni della vittima; un particolare macabro, ma decisivo, che ha permesso di chiudere un’attesa angosciosa per chi gli voleva bene.

Una scomparsa silenziosa, senza tracce né messaggi

Ohashi Yoshiyuki, questo il nome completo dell’uomo, viveva da anni all’Esquilino, conducendo un’esistenza appartata e riflessiva: era, chi lo conosceva lo racconta senza troppi giri di parole, una persona molto schiva e riservata. Ricercatore di storia e cultura medievale esoterica – un campo, quest’uno, che lo aveva portato a tradurre in giapponese numerosi testi persino dal latino – l’uomo non aveva dato alcun segnale di sé dopo l’8 aprile. Nessun avvistamento, nessun biglietto lasciato in casa, nessuna comunicazione che potesse far pensare a una partenza improvvisa per il Giappone o ad altre destinazioni. Né, a quanto risulta agli inquirenti, c’erano elementi per ipotizzare un gesto volontario. La sua scomparsa era stata segnalata tempestivamente, e nei giorni successivi familiari e amici – molti dei quali residenti in Giappone – si erano mobilitati attraverso numerosi appelli diffusi sui social network, senza però riuscire a ottenere alcuna traccia utile.

L’avanzato stato di decomposizione e i primi accertamenti

Il recupero del, avvenuto nei pressi di via Guarino Guarini – zona non lontana dalla via Portuense, dove il fiume comincia a farsi più ampio in prossimità della foce – ha subito posto gli investigatori di fronte a un interrogativo centrale: da quanto tempo il cadavere si trovava in acqua? Lo stato di decomposizione, che gli stessi soccorritori hanno definito “avanzato”, suggerisce una permanenza prolungata nel Tevere, anche se al momento non è possibile stabilire con esattezza se il corpo vi sia finito poco dopo la scomparsa, ovvero nell’arco della prima settimana di aprile, oppure in un momento successivo. La polizia, che ha avviato un’inchiesta per chiarire la dinamica di quanto accaduto, non ha per ora escluso alcuna ipotesi: né quella dell’incidente – magari una caduta accidentale nelle acque del fiume – né quella di un eventuale gesto estremo, che però, sottolineano gli inquirenti, non trova alcun riscontro nei comportamenti precedenti della vittima.

Un’identità emersa dai documenti, tra indagini e riserbo

L’identificazione formale è arrivata grazie ai documenti ritrovati addosso a Ohashi: un particolare, quello della presenza dei documenti nei pantaloni, che potrebbe avere un peso non secondario nella ricostruzione dei fatti, perché suggerisce che l’uomo fosse ancora in possesso delle proprie carte al momento del contatto con l’acqua. Resta da capire come il abbia potuto percorrere – o essere trasportato – il tratto di fiume che separa Roma da Fiumicino, e perché sia riaffiorato proprio in quella zona solo dopo settimane. Gli accertamenti disposti dalla magistratura, che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti, includono ora un esame autoptico volto a fare chiarezza sulle cause del decesso. Intorno alla figura di Ohashi Yoshiyuki, intellettuale riservato e lontano dai riflettori, si addensa il mistero di una scomparsa che nessuno, fino a ieri, era riuscito a spiegare.

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