I casi di Teresa Battaglia, il Friuli cambia volto e gli ascolti premiano la profiler
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La terza stagione de I casi di Teresa Battaglia, intitolata Figlia della cenere, debutta su Rai 1 con un esordio da 3.349.000 spettatori e il 22% di share, risultando il programma più visto del prime time di lunedì 12 ottobre. Il dato batte nettamente il Grande Fratello Vip su Canale 5, fermo a 1.888.000 spettatori con il 17,5%.
Numeri che confermano come la serie con Elena Sofia Ricci nei panni della profiler di Udine continui a rappresentare un punto fermo nella fiction crime del servizio pubblico, nonostante la concorrenza del reality targato Mediaset.
Una geografia narrativa che cambia pelle
Dopo le prime due stagioni immerse nei paesaggi montani della Val Canale e del Tarvisiano, la nuova indagine abbandona le alte quote per scendere tra le strade, le piazze e i monumenti di alcune città friulane. Le riprese, partite il 9 giugno 2025, hanno trovato il loro baricentro tra Aquileia e Cividale del Friuli, per poi toccare anche Udine, Magnano in Riviera, San Pietro al Natisone e Reana del Rojale. La scelta non è soltanto estetica: contribuisce a dare alla serie un'atmosfera più stratificata, dove il paesaggio entra nel tono stesso della narrazione.
Aquileia, riconosciuta dall'UNESCO, mette in campo la forza del proprio patrimonio storico e monumentale. Tra i set spicca la Basilica patriarcale, che aveva colpito anche la stessa Ricci durante la presentazione delle riprese. Accanto c'è Cividale, con il suo affaccio sul Natisone e un'identità che richiama il passato longobardo. Il Friuli Venezia Giulia è del resto la terra di Ilaria Tuti, la scrittrice da cui nascono i romanzi alla base della serie, e ogni stagione ne mostra un volto diverso.
Otto episodi e un caso che punisce violenze nascoste
La stagione si compone di otto episodi, distribuiti in quattro prime serate, contro i sei dei capitoli precedenti. Un ampliamento che, secondo la produzione, permette di approfondire maggiormente i personaggi e il loro percorso. Cinque mesi dopo il caso della Ninfa dormiente, Teresa Battaglia e i suoi ispettori Massimo Marini e Giacomo Parisi investigano su una serie di omicidi compiuti da un serial killer che agisce secondo un preciso codice.
Il filo conduttore che la profiler comincia a intravedere è inquietante: dietro le vite apparentemente rispettabili degli uomini assassinati si nasconde un passato di violenze contro le donne. Una coincidenza troppo precisa per essere casuale, che potrebbe trasformare una serie di omicidi inspiegabili in una spietata resa dei conti. Il tema della violenza di genere attraversa dunque la stagione in modo centrale, con una scelta registica che porta lo spettatore a vedere le percosse dal punto di vista di chi le subisce.
Il ritorno di Sebastiano e il peso del passato
Accanto al caso criminale, la dimensione privata della protagonista assume un peso crescente. Il ritorno a Udine dell'ex marito Sebastiano, interpretato da Maurizio Donadoni, riporta Teresa a confrontarsi con una parte dolorosa del proprio passato. L'uomo, che secondo la ricostruzione della trama è il principale responsabile del trauma subito dalla profiler, si ripresenta inaspettatamente per ragioni personali e accusa l'ex moglie di essere dietro alle minacce ricevute da lui e dalla nuova compagna.
Per una donna che ha costruito la propria carriera sulla capacità di riconoscere la violenza e anticiparne le conseguenze, trovarsi di nuovo faccia a faccia con chi l'ha maltrattata rappresenta una prova particolarmente dolorosa. A complicare il quadro contribuisce la malattia che progressivamente minaccia le sue capacità cognitive: Teresa continua a fidarsi del proprio intuito, ma sa che la memoria, lo strumento indispensabile per collegare dettagli e ricostruire comportamenti, è anche ciò che rischia di tradirla.
Elena Sofia Ricci, nel presentare i nuovi episodi, ha descritto il personaggio come una donna «ruvida, sprezzante, diretta, oserei dire libera perché non ha più niente da perdere».
Un cast che si allarga e una questione di orari
Nel cast confermato figurano Giuseppe Spata nei panni dell'ispettore Massimo Marini e Gianluca Gobbi in quelli di Giacomo Parisi, accanto a Fausto Maria Sciarappa nel ruolo del dirigente della Squadra Mobile Albert Lona. Tra le new entry spicca Sara Drago, che interpreta il nuovo capo della Scientifica Serena Giorgi, descritta come un'altra donna ruvida.
La regia è affidata a Kiko Rosati, già alla guida della stagione precedente, mentre la serie è una coproduzione Rai Fiction e Publispei con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission. Durante la presentazione, Ricci ha sollevato la questione dell'orario di inizio della prima serata, ormai stabilmente oltre le 21:30: «È una questione di rispetto verso tutta la squadra che ha lavorato e verso gli spettatori, che il giorno dopo devono svegliarsi presto per andare a lavoro e a scuola».
Parole che riprendono un tema ricorrente nel dibattito televisivo, già sollevato da altri interpreti della fiction italiana.
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