Btp e Bot, il calendario delle aste di settembre tra domanda e rendimenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’attesa per gli investitori istituzionali e per i risparmiatori privati che guardano con interesse al comparto obbligazionario statale si concentra ora sulle prossime scadenze del calendario del Tesoro. Dopo la consueta pausa estiva, che ogni anno riduce il volume delle operazioni sui mercati finanziari, settembre riapre ufficialmente la partita del collocamento del debito pubblico italiano.

In programma ci sono cinque giornate dedicate alle aste, distribuite lungo tutto l’arco del mese, durante le quali verranno offerti sia BOT a breve scadenza sia BTP a medio e lungo termine, senza dimenticare i titoli indicizzati all’inflazione. Una sequenza fitta di appuntamenti che permetterà di testare la tenuta della domanda per i titoli di Stato italiani, in un contesto macroeconomico globale ancora segnato da incertezze sui tassi di interesse e sulle politiche monetarie delle principali banche centrali.

Bot a 12 mesi: asta da 9 miliardi il 9 settembre

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto i dettagli operativi della prima asta del mese, fissata per mercoledì 9 settembre 2026. In questa seduta, che rappresenta il primo vero banco di prova per il mercato dopo la pausa di agosto, verranno collocati due diversi titoli di tipo BOT, entrambi con scadenza a dodici mesi ma con caratteristiche distinte che rispondono a esigenze di gestione del debito differenziate.

Il collocamento principale riguarda un’emissione di nuova tranche, per un importo complessivo di 7,5 miliardi di euro, con scadenza fissata al 14 settembre 2027 e durata di 365 giorni. A questa operazione si affianca una riapertura, vale a dire il riutilizzo di un titolo già in circolazione con vita residua ridotta a quattro mesi, per un ammontare di 1,5 miliardi di euro, la cui scadenza è invece prevista per il 14 gennaio 2027.

Le regole dell’asta competitiva e il meccanismo dei rendimenti

Per entrambi i titoli, il meccanismo di collocamento prescelto rimane quello dell’asta competitiva, una modalità ormai consolidata per i BOT che prevede la presentazione di richieste da parte degli operatori autorizzati direttamente in termini di rendimento minimo accettabile. Questo sistema, che premia le offerte più convenienti per il Tesoro scorrendo la graduatoria dalle richieste con rendimento più basso a quelle con rendimento più alto, garantisce trasparenza e competitività nella formazione del prezzo.

La data di regolamento delle operazioni è stata fissata per lunedì 14 settembre 2026, che coincide con la data di emissione dei nuovi titoli e con l'avvio effettivo del loro corso. Gli investitori che parteciperanno all'asta riceveranno i titoli in portafoglio a partire da quella data, con gli interessi che matureranno secondo le consuete regole dei pronti contro termine.

Btp a medio e lungo termine: le finestre del 10 e 29 settembre

Il programma di settembre non si esaurisce però con i soli BOT, perché il Tesoro ha previsto anche due tornate dedicate ai BTP, i buoni del tesoro poliennali che rappresentano la spina dorsale del debito a medio-lungo termine italiano. Il primo appuntamento per i BTP è in calendario per giovedì 10 settembre, mentre il secondo e ultimo collocamento del mese è atteso per martedì 29 settembre.

Questi titoli, che prevedono il pagamento di cedole a tasso fisso con cadenza semestrale, coprono un arco di scadenze molto ampio che si estende dai classici tre anni fino a orizzonti temporali lunghissimi, toccando addirittura i 50 anni per alcune emissioni specifiche. La diversificazione delle scadenze offre agli operatori la possibilità di scegliere tra profili di rischio e rendimento differenti, modulando l'esposizione in base alle proprie aspettative sull'andamento futuro dei tassi d'interesse e dell'inflazione.

Le caratteristiche dei Bot in asta e i codici Isin

Per quanto riguarda i BOT del 9 settembre, i dati tecnici forniti dal MEF indicano per l'emissione principale un codice ISIN IT0005730681, con una durata esatta di 365 giorni e un importo offerto di 7,5 miliardi di euro. Si tratta di un titolo di nuova emissione, che verrà integrato nel paniere del debito pubblico con la data di regolamento del 14 settembre. Per la riapertura, invece, il codice ISIN è IT0005689887, un titolo emesso in origine il 14 gennaio 2026 e che ora, dopo quasi otto mesi di vita, viene riproposto sul mercato con una vita residua di 122 giorni.

Questa seconda tranche, di dimensioni più contenute con i suoi 1,5 miliardi di euro, è destinata a soddisfare una domanda specifica di breve periodo, offrendo un rendimento che sarà determinato dall'incrocio tra domanda e offerta in sede d'asta.

Va ricordato che il rendimento complessivo dei BOT è dato unicamente dallo scarto tra il prezzo di acquisto e il valore nominale rimborsato alla scadenza, non essendo previste cedole intermedie, mentre per i BTP la redditività deriva sia dalle cedole periodiche sia dall'eventuale differenziale tra prezzo d'acquisto e valore di rimborso finale, un aspetto che li rende strumenti più complessi ma anche potenzialmente più remunerativi nel lungo periodo.

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