Sparatoria a Milano: arrestato il 21enne Raffaele Mascia per l'omicidio in panetteria

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano, 18 febbraio – Una banale lite, scoppiata tra le mura di una panetteria nel quartiere di piazzale Gambara, si è trasformata in tragedia. Sabato 15 febbraio, Raffaele Mascia, 21 anni, originario della Sardegna ma residente a Milano, ha ucciso a colpi di pistola Ivan Disar, 49enne ucraino, e ferito gravemente il connazionale Pavel Koresko. L’episodio, che ha sconvolto il quartiere, è avvenuto all’interno del locale gestito dal padre di Mascia, Matteo, 71 anni, da tempo trasferitosi dalla provincia di Oristano alla città meneghina.

Secondo quanto riportato dai testimoni, la vicenda è nata da un acceso diverbio tra Mascia e i due avventori. La titolare della vineria adiacente alla panetteria, che ha preferito rimanere anonima, ha raccontato di aver sentito gli spari e di aver visto una donna uscire dal locale in preda al panico. «Era un rapporto normale di vicinato – ha dichiarato –, il figlio entrava, salutava e basta. Quella sera li abbiamo visti passare, ma non sono venuti da noi a bere. Non abbiamo visto il figlio del panettiere insieme a loro». Un altro dettaglio emerso è che Mascia, prima degli eventi, aveva fumato una sigaretta con uno dei testimoni, senza lasciar trapelare alcun segnale di tensione.

Raffaele Mascia, fermato dalla Squadra mobile di Milano, è stato arrestato con l’accusa di omicidio e tentato omicidio aggravati dai futili motivi, oltre che per il porto illegale di arma da fuoco. La pistola calibro.38 utilizzata per il delitto non è stata ancora ritrovata, nonostante le dichiarazioni dello stesso Mascia, il quale, durante il fermo, ha ostentato sicurezza affermando: «La pistola non la troverete mai. Non c’è pericolo».

Il giovane, secondo quanto riferito, avrebbe manifestato l’intenzione di costituirsi, tanto da essere stato notato mentre vagava nei pressi del commissariato di Porta Genova, dove è stato poi bloccato dagli agenti. Non è ancora stato interrogato, ma il quadro delle accuse appare già delineato. La Procura di Milano ha sottolineato l’aggravante dei futili motivi, che rende il caso ancora più drammatico per la sua apparente insensatezza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.