Centenario della morte di Lenin: una celebrazione solitaria a Capri
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Redazione Interno
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Il 21 gennaio, un giorno solitamente freddo, segna il centenario della morte di Vladimir Ilic Lenin, il rivoluzionario che ha cambiato il corso della storia. Tuttavia, la celebrazione di questo evento a Capri, Italia, ha visto una partecipazione molto scarsa.
Un ricordo solitario
Nonostante gli annunci precedenti, la manifestazione per commemorare il centenario della morte di Lenin ha attirato meno di dieci persone. La stele dedicata a Lenin nei Giardini di Augusto a Capri è rimasta quasi deserta, un contrasto sorprendente con l'immagine di una piazza affollata che avrebbe potuto essere se Lenin fosse morto in agosto.
Lenin: un secolo dopo
Oggi ricorre il centenario della morte di Lenin, fondatore dell'Unione Sovietica e uno dei leader più famosi del '900. La sua influenza e il suo impatto sulla storia mondiale sono indiscutibili, e il suo ricordo persiste ancora oggi.
Il comunismo e le sue conseguenze
Marcello Veneziani, nel centenario della morte di Lenin, ricorda che il despota comunista è il vero padre di tutti i totalitarismi. Secondo Veneziani, la sinistra tende a dare tutte le colpe a Stalin, ma Solzenicyn ha affermato che non esiste lo stalinismo. Questo termine è stato inventato da Krusciov per attribuire a Stalin ciò che sono invece i caratteri fondamentali del comunismo, le sue colpe congenite.
In conclusione, il centenario della morte di Lenin è un momento per riflettere non solo sulla vita e l'eredità di questo leader storico, ma anche sulle conseguenze del comunismo nel corso del secolo scorso. Nonostante la scarsa partecipazione alla celebrazione a Capri, il ricordo di Lenin e l'impatto del suo lavoro continuano a risuonare nel mondo intero.




