Israele colpisce ancora il Libano
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Redazione Esteri
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A meno di due giorni dall'inizio del cessate il fuoco, Israele ha nuovamente colpito il sud del Libano con un attacco aereo, giustificato da un presunto deposito di razzi di Hezbollah. Questa ennesima violazione del diritto internazionale dimostra come Israele possa agire senza temere conseguenze, grazie anche alla protezione globale di cui gode, alimentata dal sostegno di nazioni come la nostra, terza fornitrice mondiale di armi in questo conflitto.
Nel frattempo, il G7 Esteri, tenutosi a Fiuggi e Anagni, ha affrontato numerosi dossier, tra cui la situazione in Ucraina, Medio Oriente, Cina, Taiwan, Corea del Nord, Afghanistan, Venezuela, Haiti, Myanmar, Libia, Somalia e la regione dei Grandi Laghi. Il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, entrato in vigore dopo 14 mesi di guerra e quasi tre mesi di escalation militare senza precedenti, ha permesso a migliaia di civili di tentare di tornare alle loro case, anche se distrutte, nel sud del Libano.
Tuttavia, osservatori, analisti e politici si interrogano sulle numerose insidie contenute nell'accordo, che lascia molto spazio alle libere interpretazioni delle parti coinvolte. Ci si chiede quanto la sospensione delle ostilità possa fare da base per un'intesa politica sostenibile. Nel frattempo, il presidente francese Macron ha lanciato un appello per mantenere la tregua in Libano e ha chiesto la sospensione immediata di tutte le azioni contrarie all'attuazione del cessate il fuoco.
In parallelo, Israele non chiude le porte a una possibilità di tregua anche per Gaza, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu pone condizioni. "Sono pronto per un cessate il fuoco nel sud quando pensiamo di poter ottenere il rilascio degli ostaggi", ha dichiarato a Channel 14.




