Superbonus, l'incubo dei condòmini: tra controlli stringenti e cantieri fantasma

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La tempesta perfetta, che da mesi si addensava all'orizzonte del più generoso incentivo fiscale mai varato in Italia, sta per abbattersi con forza inattesa su una categoria di cittadini che si era affidata, in buona fede, alle promesse della norma. L'attenzione delle autorità fiscali, dopo essersi concentrata su imprese e professionisti senza scrupoli, si sposta ora sui proprietari di unità immobiliari in edifici condominiali, i quali, pur non avendo commesso illeciti, rischiano di vedersi revocare i benefici già acquisiti e di dover fronteggiare oneri economici imprevisti. Le irregolarità, emerse in una miriade di casi, spaziano dalle lacune nelle asseverazioni tecniche alle incongruenze nei materiali dichiarati, fino alle difformità riscontrate nei modelli di comunicazione dei lavori eseguiti, un quadro che l'Agenzia delle entrate si appresta a scrutinare con rigore.

Il meccanismo della frode e il ruolo delle "società cartiere"

Le indagini della Guardia di Finanza, che hanno già portato al sequestro di crediti d'imposta fittizi per miliardi di euro, hanno fatto luce su modalità operative sofisticate e spregiudicate. In diversi procedimenti giudiziari è emerso il modus operandi delle cosiddette "società cartiere", entità che, pur non avendo materialmente eseguito alcun cantiere, si sono sostituite fraudolentemente alle imprese costruttrici, spesso con la complicità di alcuni professionisti incaricati delle certificazioni. Queste realtà, come accaduto in un noto caso a Chieti dove sono stati scoperti crediti inesistenti per venticinque milioni di euro, falsificavano la documentazione tecnica e fiscale relativa a interventi realmente realizzati da altre ditte, del tutto all'oscuro della truffa, per poi procedere alla cessione dei crediti fiscali sul mercato secondario.

La proroga dei termini e l'avvio dei controlli a tappeto

Proprio la deroga concessa ai soli condomini, i cui lavori possono continuare fino alla fine del prossimo anno, costituisce il paradosso su cui si gioca l'ultimo atto di questa complessa vicenda. Quella finestra temporale, nata per consentire il completamento delle opere, si trasformerà a partire da gennaio nel periodo in cui l'Agenzia delle entrate avvierà verifiche capillari su tutti gli interventi condominiali conclusi o ancora in corso. L'obiettivo dichiarato è accertare la conformità di quanto dichiarato alla realtà materiale dei lavori, un processo che potrebbe portare alla luce un numero significativo di difformità, rendendo nulli i benefici fiscali per interi stabili.

Il rischio concreto per i proprietari in regola

La conseguenza più grave, al di là delle sanzioni per i responsabili degli illeciti, ricade dunque in capo ai singoli condòmini. Molti di loro, dopo aver deliberato in assemblea gli interventi e aver creduto nel progetto di efficientamento energetico, si ritrovano oggi in una situazione di estrema incertezza: cantieri bloccati a metà, obiettivi di risparmio energetico irraggiungibili e, soprattutto, il timore di dover restituire allo Stato somme già detratte o di vedersi recapitare un conto salato per sistemare le irregolarità. Si tratta di un epilogo amaro per una misura che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto rilanciare l'edilizia e migliorare il patrimonio abitativo nazionale, ma che invece rischia di lasciare sulle spalle dei cittadini un pesante fardello economico e giudiziario.

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